Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

GIUSTIZIA/ LE PROCURE DI MISTRETTA, NICOSIA E SCIACCA SCOPERTE AL 100%

14/05/2010 - Trasferimenti d'ufficio; pm distaccati da altre sedi, anche 'forzatamente' ma per un periodo limitato di sei mesi, nei casi più gravi; taglio di un paio di mesi del tirocinio per le giovani toghe. E' la strategia individuata dal Csm per far fronte al "drammatico problema" dei buchi d'organico negli uffici giudiziari, soprattutto nelle cosiddette sedi disagiate: oggi la scopertura è in generale del 12%, mancano
all'appello 1.195 magistrati,  ma in alcune sedi si arriva anche all'assenza totale di toghe in servizio.

La questione è stata discussa dal plenum di Palazzo dei Marescialli, che a maggioranza ha indicato la strada che l'organo di autogoverno della magistratura intende seguire per tamponare la situazione. Almeno fino a giugno del prossimo anno, quando i 260 vincitori di concorso prenderanno servizio e potranno esseri destinati nelle sedi giudiziarie che presentano maggiori problemi. Il Csm non torna, dunque, indietro rispetto ai trasferimenti d'ufficio, imposti dalla recente legge, ma anche ieri contestati dai vertici dell'Anm ascoltati a Palazzo dei Marescialli. Una misura che però i consiglieri considerano non sufficiente, visto che sarà possibile attingere soltanto dagli uffici giudiziari che presentano buchi in organico inferiori al 20%, per lo più i Tribunali metropolitani. Per questo il Csm indica altri due interventi.

Le applicazioni extradistrettuali, alle quali si farà ricorso innanzitutto per i sette uffici giudiziari dove non c'è più in servizio neppure un magistrato: le Procure di Enna, Nicosia, Crotone, Mistretta, Sciacca e Ivrea, e l'ufficio di sorveglianza di Trapani, che hanno raggiunto la scopertura del 100%. Il taglio del tirocinio degli ultimi vincitori di concorso servirà, invece, a coprire i posti nelle sedi disagiate rimasti vuoti una volta completati i trasferimenti d'ufficio. Toccherà alla Nona Commissione definirne l'entità, indicativamente si parla di un paio di mesi. Su questa soluzione, però, si è registrato il dissenso dei laici del Pdl, preoccupati che questo possa essere un modo per aggirare la legge che punta tutto sui trasferimenti d'ufficio.

"Il Csm deve con responsabilità agire su questi fronti, gli unici a nostra disposizione per arrivare nell'immediato e nel medio periodo a una soluzione parziale a un quadro che si presenta drammatico - ha spiegato il consigliere Fabio Roia, togato di Unicost -. Possono apparire scelte impopolari, ma deve prevalere il senso istituzionale".

Fonte: APCOM

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