Salute della donna. A Palermo la prima clinica dedicata alla salute femminile, dalla vulvodinia, all’endometriosi, ai disturbi della menopausa

A Palermo apre Weda: la prima clinica dedicata alla salute femminile. Dalla vulvodinia, all’endometriosi, passando per il dolore pelvico cronico e i disturbi legati alla menopausa: un team di esperti che lavora in modo coordinato per una risposta concreta sulla salute della donna. Palermo, 8 giugno 2026 – Apre a Palermo Weda , il primo ecosistema sanitario italiano dedicato alla salute femminile che integra prevenzione, diagnosi e cura in un unico percorso strutturato. Con l’apertura della nuova sede, in via Tommaso Gargallo, 49, la città accoglie un centro specializzato pensato per offrire alle donne un punto di riferimento clinico dedicato, con un modello di presa in carico innovativo e interdisciplinare. La salute femminile rappresenta ancora oggi una delle grandi sfide dei sistemi sanitari contemporanei. Nonostante i progressi della medicina, molte donne continuano a confrontarsi con diagnosi tardive, percorsi di cura frammentati e una scarsa integrazione tra specialisti. Pato...

Crollo delle nascite: un ddl del M5S all'Ars per aiutare le donne a decidere quando diventare mamme

Contrasto al crollo delle nascite, ddl all'Ars del M5S per aiutare le donne a preservare la fertilità in età non più giovanissima e a decidere con serenità quando diventare mamme

PALERMO, 31/10/2025. Dare alle donne la libertà di scegliere con maggiore serenità quando diventare madri e contrastare il forte calo delle nascite che interessa la Sicilia e l’intero Paese: è questo il duplice obiettivo del ddl del M5S appena presentato all'Ars, a firma della deputata Cristina Ciminnisi, che ha lavorato al testo con Martina Ardizzone, quando questa era ancora deputata 5 Stelle a Sala d'Ercole.

La norma mira a favorire l'accesso delle donne al cosiddetto social freezing, ovvero la possibilità di conservare i propri ovociti in giovane età per avere figli in un momento successivo della vita tramite tecniche di procreazione medicalmente assistita. Molte donne, infatti, per motivi di lavoro, studio o difficoltà economiche, si trovano a rimandare la maternità, riducendo così le proprie possibilità di concepire naturalmente e contribuendo in questo modo al calo delle nascite.

Il crollo della natalità in Italia è fotografato dai dati Istat, che raccontano di un calo delle nascite del 2,6% nel 2024 rispetto all'anno precedente e addirittura del 6,3% nel periodo gennaio-luglio 2025, rispetto allo stesso arco temporale del 2024.

Il ddl del M5S riconosce il diritto di accedere al social freezing alle donne tra i 27 e i 40 anni, residenti in Sicilia da almeno un anno e con un ISEE non superiore a 30.000 euro. Queste potranno beneficiare di un contributo economico fino a 3.000 euro 'una tantum', a rimborso delle spese effettivamente sostenute per la crioconservazione e per le prestazioni mediche legate alla procedura (sono escluse le spese farmaceutiche).

“Siamo ormai abituate – dice Cristina Ciminnisi – a un governo di centrodestra che si riempie la bocca di ‘politiche per la famiglia’, ma nella realtà lascia le donne sole a fare conti impossibili tra carriera e maternità. Con questo disegno di legge introduciamo, invece, una misura concreta e innovativa, ispirata anche a esperienze già avviate in altre regioni italiane, come la Puglia, che ha previsto un sostegno economico alla crioconservazione degli ovociti per motivi sociali. È tempo che anche la Sicilia dia alle donne strumenti reali per decidere quando diventare madri, conciliando libertà personale e realizzazione professionale. Non si tratta di un incentivo alla maternità tardiva, ma di un atto di responsabilità: uno strumento che risponde alle preoccupazioni legate al tempo della fertilità e che consente alle donne di compiere scelte consapevoli, libere e serene”.
“Essere donna oggi – sostiene Martina Ardizzone – significa dover affrontare ostacoli sociali, economici e culturali che condizionano profondamente ogni scelta di vita e, inevitabilmente, anche quella di diventare madre. Una scelta che viene sempre più rimandata, in attesa di condizioni di vita più stabili e sicure. Questo è uno dei principali fattori che incidono sul calo delle nascite nel nostro Paese, una vera e propria sfida del secolo, che chiama la politica a una riflessione seria e responsabile. Servono politiche che diano alle donne strumenti concreti di autodeterminazione. Il disegno di legge sul social freezing nasce da questa consapevolezza: dare alle donne la possibilità di preservare la propria fertilità non è un privilegio, ma una misura di equità e di libertà”.

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