Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

MICCICHÈ: L’INCONTRO CON BERLUSCONI MINUTO PER MINUTO

14/05/2010 - Eccomi qui! Finalmente trovo un po’ di tempo per analizzare con maggior dovizia di elementi l’incontro di ieri tra me e il Presidente Berlusconi, anche alla luce delle reazioni, che ho letto stamattina sulla stampa e che continuano a susseguirsi nelle agenzie e in alcuni vostri commenti. Ritengo, insomma, opportuno andare oltre il resoconto
telegrafico ed istantaneo di ieri e fare una disamina più approfondita in modo da sgomberare il campo da altre interpretazioni.

Come ho già detto, reputo l’incontro di ieri mattina molto positivo. Abbiamo parlato di diverse cose, abbiamo affrontato diverse questioni, in particolar modo la questione siciliana.
Berlusconi mi ha chiesto di assumermi la responsabilità della riunificazione del partito in Sicilia, sottolineando come ritenga di fondamentale importanza il fatto di mantenere unito il partito. Io ho dato la mia disponibilità, ma sono rimasto irremovibile nel difendere il patto elettorale, da noi stretto con i siciliani attorno alla figura di Raffaele Lombardo, che il Pdl, più d’ogni altro partito della coalizione, ha contribuito a far eleggere governatore della Sicilia. Il maggior partito della coalizione di governo non può rendersi responsabile di ribaltoni, non può, cioè, determinare il sovvertimento di quella volontà popolare, che esso stesso ha indirizzato verso una scelta ben precisa.

I nostri elettori ci hanno dato fiducia, hanno votato per quel presidente e per i nostri deputati, che, in linea con questo preciso mandato elettorale, avevano il dovere di sostenere il governo nella realizzazione di quel programma. Soltanto alcuni di loro, però, lo hanno responsabilmente fatto e continuano a farlo. Altri, invece (ho ricordato a Berlusconi) si sono determianti diversamente, hanno votato contro il Dpef, quindi contro il governo, pur essendo in quel governo rappresentati con due assessori; e Lombardo ha dovuto semplicemete prenderne atto. Chi ha tradito il patto con gli elettori?
Cosa avrebbe fatto Lei – gli ho chiesto – se si fosse trovato nella stessa situazione, se un suo alleato avesse votato contro il Suo governo? Non lo avrebbe, forse, tacciato di ribaltonismo? Pertanto, ho ribadito a Berlusconi la ferma volontà di non arretrare di fronte al dovere di rispettare e preservare la volontà dei siciliani, che non può, non deve essere il prezzo della, sia pur auspicata, riunificazione.

Quanto al Partito del Sud, ho illustrato, ancora una volta, le ragioni politiche a supporto del progetto, che ancora sento fortemente mio, insistendo sulla necessità che quest’idea continui a maturare nelle sensibilità e nelle coscienze politiche di chi opera al Sud. Tuttavia, gli ho detto che per il momemto ritengo opportuno, non abbandonare il progetto ma, dare priorità alla situazione siciliana, su cui intendo concentrare tutti i miei sforzi.
Questi, cari bloggers, i tratti salienti di un incontro durato un paio d’ore circa e in cui si è trovato anche il tempo di rinnovarci reciprocamente la stima e l’affetto di sempre, tra una battuta e qualche sana risata, ma soprattutto nella comune consapevolezza che, prima di tutto, siamo uomini di responsabilità.

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