Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

GELA, POVERO BOSS: SOLO 4 MILIONI DI EURO CON PISCINA POSSEDEVA

12/06/2010 - GELA (CALTANISSETTA) - Un presunto boss mafioso di Gela, Salvatore Murana, di 54 anni, accusato da otto collaboratori di giustizia di riciclare i soldi della Stidda, al fisco risultava senza reddito e quasi in stato di indigenza. La polizia invece lo ha scoperto proprietario (con la sua famiglia) di beni illeciti per un valore di quattro milioni di euro, che la squadra anticrimine di Caltanissetta ha sequestrato su ordine della sezione misure di prevenzione del tribunale nisseno.


Sotto sequestro sono finiti una sua villa su tre piani con piscina e giardino, trentamila metri quadrati di terreno con capannoni industriali che affittava a imprese commerciali, un'azienda di trasporti e di vendita di bombole d'ossigeno per uso terapeutico, tre camion, due automobili, un carrello per imbarcazioni, due conto correnti, carte di credito, un libretto di risparmio e persino tre cavalli purosangue, di origini inglesi, che correvano in gare ufficiali negli ippodromi italiani.

Nel 2008, Murana fu arrestato con altre 13 persone perché coinvolto in due operazioni antimafia: quella della squadra mobile nissena, denominata "Mizar", e quella dei carabinieri, in codice "Messa in regola". Quando, il 23 dicembre del 1987, esplose a Gela la guerra tra cosa nostra e stidda, con l'uccisione dei boss stiddari Salvatore Lauretta e Orazio Coccomini ad opera degli uomini di Piddu Madonia, Murana si sarebbe trovato nel luogo del duplice omicidio sfuggendo alla morte. Avrebbe poi ereditato la quota di affari illeciti dei due leader assassinati. La cosca gli avrebbe anche affidato il compito di gestire i proventi dei propri traffici e di erogare i compensi alle famiglie degli affiliati detenuti in carcere. ANSA

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