Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

MONTE DI PIETA’: INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE PROVINCIALE PIPPO RAO (PD)

Messina, 15/06/2010 - “Premesso che la Provincia di Messina sta affittando (con contratto di uso) dalla Confraternita degli Azzurri, per quattro anni, il complesso monumentale del Monte di Pietà per usarlo come sito per manifestazioni artistiche e culturali. Che il costo della iniziativa sarà di 200.000 euro, più gli oneri per le utenze (Enel, Amam, ecc.
che saranno volturate a nome della Provincia regionale), più i costi per la pulizia dei locali interni ed esterni, le strutture mobili, gli arredi, la cura del verde, le strumentazioni.
Che, inoltre, graveranno sulla Provincia le spese per l’ordinaria manutenzione, nonché quelle relative ad interventi di qualsiasi natura che fossero necessari per la fruizione del complesso monumentale.

Che, ancora a carico della Provincia, saranno le spese per il servizio di custodia e vigilanza, oltre l’eventuale risarcimento alla Confraternita per qualsiasi danno derivato alle strutture del Monte di Pietà per l’utilizzo dello stesso.

Che, comunque, la Confraternita degli Azzurri avrà il diritto di usare il Monte di Pietà per 30 giorni l’anno, oltre per le manifestazioni del 3 e 4 gennaio e del 22 agosto.

Che la Provincia, per l’organizzazione di eventuali eventi o manifestazioni, dovrà dare comunicazione alla Confraternita almeno dieci giorni prima degli stessi, impegnandosi che le stesse non contrastino con l’immagine della Arciconfraternita, quale Ente con fini di culto, il che presupporrebbe una sorta di valutazione preventiva dei proprietari del sito sulla tipologia delle manifestazioni da organizzare ed il rischio che non potrebbero essere autorizzate manifestazioni ad impronta laica o che comunque il cui contenuto potrebbe urtare la sensibilità di un Ente di culto e non averne la autorizzazione.

Considerato che l’Amministrazione Provinciale sta formalizzando tale procedura con delibera di Giunta n.107 del 27.04.2010, avente per oggetto: “Presa atto ed autorizzazione al dirigente del 2° Dipartimento – U.D. Gestione Economica del Personale, Economato ed Autoparco, Tributi Provinciali – Fitti Attivi e Passivi, alla stipula di un contratto per l’uso del Monte di Pietà di Messina, di proprietà della Arciconfraternita degli Azzurri e della Pace dei Bianchi.

Che nella suddetta delibera si fa soltanto riferimento ad una presa d’atto di una bozza di contratto formulata dalla Arciconfraternita degli Azzurri, nella quale vengono indicate le varie clausole contrattuali e l’ammontare dei costi.

Che non si fa alcun cenno ad eventuali procedimenti di accertamento o certificazione di congruità, di validità di detti costi e che con la stessa sembrerebbe che si accetti pedissequamente la proposta dei proprietari lasciando agli stessi la valutazione in merito.

Si interroga il presidente della Provincia

Per capire, fermo restando l’elemento valoriale del sito di innegabile fascino ed importanza e che al di là della materiale proprietà della Arciconfraternita degli Azzurri è patrimonio artistico della città, se la procedura messa in atto era la sola che poteva essere attuata, visto i costi che la Provincia dovrà sostenere e proprio in un momento di grande crisi economica e sociale che vivono i nostri territori.

Se non fosse stato più opportuno, comunque, dopo adeguata proceduta tecnica-amministrativa, avere una certificazione di congruità dei costi da sostenere.

Se con la Confraternita degli Azzurri non si poteva concordare una modalità diversa d’intesa, con costi minori, visto l’uso pubblico del sito, la valorizzazione dello stesso a beneficio della comunità ed i costi di gestione e manutenzione dai quali verranno sollevati i proprietari, che in quanto Associazione di pubblica utilità, hanno sicuramente a cuore il pubblico interesse e sarebbe poco opportuno considerarli alla stregua di comuni soggetti giuridici. O no!?”.

Messina 15.06.2010 Pippo Rao – consigliere provinciale del PD

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