Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

PRECARI: LOMBARDO, ORA LAVORIAMO PER LA STABILIZZAZIONE

PALERMO, 17/07/2010 - Sul server dell'Ufficio stampa della Presidenza della Regione siciliana a partire dalle 15,30 sara' disponibile per il download una dichiarazione del presidente Raffaele Lombardo sull'approvazione dell'emendamento alla manovra del governo nazionale votata ieri in Senato, che consentira' la proroga per i precari.
"Abbiamo la possibilita' - dice Lombardo - di prorogare, ma noi abbiamo un altro intento, che caratterizza questo governo: vogliamo assicurare il lavoro a questi 22.500.

Sappiamo che la gran parte degli enti si reggono sul lavoro di queste persone, che mancano molte persone negli organici degli enti locali. Lavoriamo per la stabilizzazione di queste persone perche' ci sono da 20 anni. Lo possiamo fare perche' al tempo stesso abbiamo bloccato le nuove assunzioni e lavoriamo perche' nel tempo la Sicilia, approfittando dei naturali pensionamenti, raggiunga una proporzione tra dipendenti pubblici e popolazione simile a quelle delle regioni del nord. Non solo, ma mettendo insieme i servizi di comuni vicini, con il consorzio di comuni riduciamo il personale, mano mano che va in pensione. Il denaro che si risparmia si investa in sviluppo. Oggi investiamo in stipendi. Non abbiamo margini neppure minimi per aiutare un'impresa a insediarsi".

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