Senza dimora, la strage silenziosa: 414 morti nel 2025 in Italia, 17 in Sicilia

414 morti senza dimora nel 2025. In Sicilia 17. A gennaio il censimento. Quante sono le persone senza dimora?  Nel 2025 in Italia  hanno perso la vita in strada 414 persone senza dimora. Anche la Sicilia, con 17 decessi rilevati, è parte di questa strage silenziosa , che vede l’età media delle vittime fermarsi a soli 46,3 anni, oltre 35 anni in meno rispetto alla media nazionale. 9 genn 2026 - Ma quante sono in totale le persone senza dimora? Come vivono, quali le loro condizioni e le loro necessità?  A queste domande si proverà a rispondere con il censimento e la conta nazionali, previsti a fine mese nelle 14 città metropolitane, fra cui Palermo, Catania e Messina.  L'azione, promossa da Istat e coordinata da fio.PSD - Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora - è in programma il 26, 28 e 29 gennaio, con il supporto di migliaia di volontari in tutta Italia. Nelle tre città siciliane servono ancora volontari e volontarie , che previa una adegua...

CORONA A A SOSTEGNO DEI CACCIATORI DELLE ISOLE MINORI E DEL SINDACO DI LIPARI

A SOSTEGNO DEI CACCIATORI DELLE ISOLE MINORI E DELL’INTERVENTO DEL SINDACO DI LIPARI MARIANO BRUNO, L’ON. ROBERTO CORONA E NINO GERMANA’ DEL PDL SCRIVONO ALL’ ASSESSORE TITTI BUFARDECI.
“L’Assessore alle Risorse Agricole ed Alimentari della Regione Sicilia, on.le Titti Bufardeci, vuole limitare il divieto di caccia provvisorio nelle isole minori alla sola parte del territorio compreso nelle ZPS, ma la chiusura della caccia non è una misura dovuta.
Ogni categoria sociale è meritevole di attenzione e protezione da parte di coloro che sono investiti a gestire la “res publica”, ma è chiaro che il Governo Lombardo emanando il decreto recante modifiche al Calendario Venatorio 2010/2011, di fatto ha stretto nella morsa delle proibizioni ingiustificate e immotivate, il consistente insieme formato dai cacciatori, ai quali viene riservata un’incostituzionale disparità di trattamento, contravvenendo quindi al principio maximo di eguaglianza tra i cittadini.”
Alla dichiarazione del deputato regionale On. Roberto Corona, fa eco quella del deputato nazionale del Pdl, On.le Nino Germanà che sostiene la lapalissiana circostanza che “è del tutto inappropriato ritenere che l’apertura della caccia, nei territori liberi, ovvero “esterni” alle ZPS nelle isole minori, determinerebbe un aumento della pressione venatoria. La mia argomentazione, si fonda inoltre sulla previsione secondo la quale la caccia, nelle ZPS delle isole minori, è normalmente chiusa fino ad ottobre, dettame perfettamente coerente con i criteri minimi stabiliti dal D.M del 17/10/2007”.
Va altresì esposta la circostanza che l’anelito alla legalità del Governo Lombardo è quantomeno bizzarro, se si considera che è stata più volte violata, fraintesa e aggirata la fondamentale legge 157/1992, recante le norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio.
Il Governo Lombardo, infatti, attraverso l’utilizzo di mass media ha mistificato e travolto la realtà, delineando un quadro che non risponde ad alcun criterio di congruenza e aderenza alla disciplina dell’attività venatoria, fornendo altresì un’interpretazione arbitraria e parziale dell’Ordinanza 638/2010 emessa dal TAR di Palermo il 17/07/2010, che per inciso, non solo è da intendere come un provvedimento cautelare del Giudice Amministrativo in attesa della pronunzia in grado di appello, ma contiene anche un puntuale riferimento alla normativa comunitaria, motivo per il quale il TAR ha ritenuto di dover imputare alla Regione, la mancata implementazione della procedura di valutazione di incidenza, in maniera del tutto conforme anche alla giurisprudenza della Corte Europea.
“Occorre ricordare che – continua l’On.le Corona – poiché la migrazione avviene in maniera diffusa e senza seguire degli specifici canali a rotte, non si comprende il divieto generale provvisorio di caccia nelle isole minori, in quanto interessate alla migrazione, ponendo quindi un’interdizione assoluta estendendosi “erga omnes” anche allo stanziale e in particolare al coniglio selvatico”, “Inoltre – aggiunge il deputato del Pdl On.le Germanà – non si capisce quale disturbo possa arrecare la caccia al coniglio selvatico, unica e prolifera specie stanziale presente sulle nostre isole, rispetto alla sparuta e quasi inconsistente migratoria”
“Sotto il profilo prettamente biologico -incalza l’On.le Corona – nelle isole di Lipari, Vulcano e Pantelleria, l’assenza di predatori naturali ha determinato un’eccessiva ed incontrollata proliferazione della specie del coniglio selvatico, con evidenti ricadute negative per l’attività agricola, tali da danneggiare oltre alle coltivazioni, anche la nostra caratteristica macchia mediterranea”.
“ In definitiva – concludono all’unisono i due deputati – i cacciatori residenti, pur avendo corrisposto le previste tasse di concessione, sono stati arbitrariamente privati della possibilità di esercitare l’attività venatoria, marginalizzando un’attività dai profili positivi negli ambiti più disparati del settore terziario, visto che la caccia ha ricadute proficue non solo in termini strettamente e puramente economici, ma attivando un circolo virtuoso reca benefici anche all’indotto turistico e all’immagine da esportare della nostra Sicilia”.
Messina, 14 settembre 2010

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