Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

GIRO D’ITALIA CON PROTESTA. I COMITATI DELLA JONICA E DEI NEBRODI: “LA PAZIENZA È FINITA”

■ GIRO D’ITALIA & ALLUVIONE: PROTESTANO SCALETTA ZANCLEA, SAN FRATELLO, CARONIA E I NEBRODI

■ MESSINA. TRANCHIDA: LA PROTESTA DEGLI ALLUVIONATI EVIDENZIA I RITARDI DI ROMA
Messina, 16/05/2011 – Come già da tempo annunciato, la tappa siciliana del Giro d’Italia, la Messina-Etna, partita ieri da Messina e conclusasi sulla sommità della ‘Muntagna’, con la vittoria di Contador (Nibali quarto), ha messo i riflettori sulla protesta pacifica dei sindaci e dei Comitati delle comunità del messinese jonico e dei Nebrodi colpiti da alluvioni e frane del 2009 e 2010, presenti alla partenza non agonistica, a Piazza Unione Europea a Messina, con striscioni, cartelloni e manifesti.
La presenza della stampa nazionale e delle telecamere delle maggiori emittenti di Stato e nazionali hanno costituito una occasione ‘favorevole’ per i Comitati, per formalizzare una vibrante ma pacifica protesta “per le inadempienze ed i ritardi del Governo nazionale nel fronteggiare gli effetti di calamità disastrose che hanno provocato 37 morti e vedono tuttora oltre 2.000 persone sfollate” – come si legge nel documento unitario dei Comitati.

Alla protesta - infatti – aderiscono le comunità toccate dalla devastante alluvione del 1 ottobre 2009, che ha messo in ginocchio alcuni centri del versante jonico messinese, tra cui Scaletta Zanclea, Giampilieri Superiore, Giampilieri Marina, Altolia, Molino, Santo Stefano di Briga, Briga Superiore, Pezzolo, Guidomandri Superiore e altre località del comune di Scaletta Zanclea e nel comune di Itala, luoghi facenti parte di un’ampia zona ad elevato rischio idrogeologico, già in precedenza colpita da altri eventi franosi e alluvionali, poco distante da Taormina e Catania.

"Da ottobre 2010 aspettiamo il finanziamento delle ordinanze di Protezione Civile per assicurare l'assistenza alla popolazione, il rimborso a chi ha perso la casa, il completamento dei lavori di ricostruzione e messa in sicurezza. L'atteggiamento del Governo è inaccettabile, anche perché la nostra Regione ha proposto l'utilizzazione, per i 161 milioni di euro necessari, dei fondi FAS già assegnati alla Sicilia.”
A manifestare e a protestare – però – sono stati pure i sindaci e le comunità di San Fratello e Caronia, nel versante dei Nebrodi della provincia di Messina. Ed inoltre dei comuni di Naso, Castell'Umberto e Sant'Angelo di Brolo, anch’essi toccati duramente da alluvioni e frane dovute alla precarietà idrogeologica che ha interessato e interessa tutto il versante dei Nebrodi, ma che in tali luoghi ha prodotto rilevanti danni.
Ieri mattina i sindaci di quei comuni e i comitati dei cittadini erano perciò a Messina, davanti al Municipio, proprio sotto l’occhio delle telecamere del Giro d’Italia, per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sui loro gravi problemi irrisolti, a causa dell’abbandono da parte delle autorità di governo.
Da ottobre 2010 aspettiamo il finanziamento delle ordinanze di Protezione Civile per assicurare l'assistenza alla popolazione, il rimborso a chi ha perso la casa, il completamento dei lavori di ricostruzione e messa in sicurezza. L'atteggiamento del Governo è inaccettabile, anche perché la nostra Regione ha proposto l'utilizzazione, per i 161 milioni di euro necessari, dei fondi FAS già assegnati alla Sicilia. Perciò diciamo basta all'indifferenza per le nostre sofferenze ed all'abbandono del nostro territorio da parte del Governo. Non vogliamo essere trattati come cittadini di serie B, chiediamo rispetto per i nostri morti e tutela dei nostri diritti. La pazienza è finita”.

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