Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

I CETRIOLI MESSINESI ESENTI DA 'ESCHERICHIA COLI' GARANTITI PURE DAL MINISTRO FAZIO

Messina, 04/06/2011 – Diciamo subito che Blaise Pascal lo considererebbe un divertissement ed altro non è, specie in un momento tanto carico di preoccupazione per le responsabilità attribuite in alcuni Paesi europei ai cetrioli. Ma se da un lato può servire a confortare il rassicurante ministro della salute, Ferruccio Fazio, e la nostra agricoltura, dall’altro è l’occasione per fare di bisogno virtù e cercare di riscoprire nelle tradizioni popolari della Sicilia un genere che, guarda caso, invoglia a consumare i cetrioli con tranquillità e fiducia.
A condizione - però - che si tratti di “cetrioli messinesi”. “Il cetriolo messinese - infatti - è stato sempre nominato, chi una volta lo ha provato più farne a meno non potrà”.

Così recita una ingegnosa, quanto maliziosa, canzoncina presente nel patrimonio canzonettistico tradizionale, un tempo cantata con gran divertimento (presente pure nel repertorio dei gloriosi Canterini Peloritani di Lillo Alessandro) ed oggi quasi dimenticata, proprio nel momento in cui il Governo regionale di Raffaele Lombardo ha approvato la legge che introduce la lingua e la cultura siciliana nelle scuole, come materia obbligatoria di insegnamento.
Oltre a ciò, con il pieno conforto del ministro della salute, Ferruccio Fazio, possiamo considerare il cetriolo messinese esente dal batterio Escherichia coli, e ricco di pregio, adattissimo alle diete (a differenza del fegato fritto che fa ingrassare) e di virtù ‘taumaturgiche’, al punto da poterlo consigliare con assoluta tranquillità, secondo il testo della canzone popolare.
Così cantava il suo imbonitore:

                                                               Mi nni vai ogni matina
cu ‘sta scecca sardignola
carricata di citrola,
furriannu la città.

Ma non finisce qua il notevole apprezzamento che questo ortaggio riscuote, testimoniato in un altro componimento presente nella tradizione popolare siciliana. Si tratta ancora di divertissement puro, profuso in modo forse più pedante ma schietto e teatralmente malizioso.

Quest’altro canto è presente nella discografia siciliana in molteplici versioni, tra le quali spiccano quella dell’indimenticata Rosa Balistreri e l’altra della Taberna Mylaensis.

In questo canto malizioso e sboccato, le signorine si danno un gran da fare nell’invocare vari frutti, sollecitate dalle genuine e fragranti virtù di frutti ed ortaggi siciliani:


Il testo e le partiture musicali di questi brani sono presenti nel volume di Mimmo Mollica “Le più belle canzoni siciliane”, Armenio Editore, cui potrete richiederlo.

http://www.armenioeditore.it
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