Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

SAN PIERO PATTI: SEQUESTRATO IL DEPURATORE COMUNALE

I Carabinieri della Stazione di Librizzi, hanno dato esecuzione nella mattinata odierna ad un decreto di sequestro preventivo del depuratore comunale di San Piero Patti, sito in località ponte Mangano, emesso dal Gip del Tribunale di Patti su richiesta della locale Procura della Repubblica. San Piero Patti, 09/06/2011 - I militari dell’Arma avevano avviato l’attività di indagine qualche settimana fa su segnalazione di alcuni cittadini che si erano lamentati del riversamento diretto dei liquami fognari nel torrente Mangano.

Gli accertamenti svolti unitamente a personale dell’Arpa di Messina, che ha effettuato i prelievi e le analisi chimico-batteriologiche, hanno permesso di provare che la ditta di Montelepre (PA) che sta eseguendo i lavori di ripristino dell’impianto di depurazione, anziché prelevare i liquami non depurati già presenti nelle vasche e depositarli altrove, ne ha consentito lo sversamento direttamente nel torrente.

Le analisi svolte dall’ARPA hanno poi attestato che i liquidi sversati nella acque del torrente avevano superato i valori limite, fissati per legge, delle sostanze inquinanti.
Onde evitare ulteriori condotte penalmente rilevanti con grave ed irreparabile pregiudizio per l’ambiente ed in particolare per il corso d’acqua interessato, il pubblico ministero ha richiesto il sequestro preventivo dell’impianto che è stato ora affidato in custodia al Sindaco di San Piero Patti.
Contestualmente al sequestro, i Carabinieri hanno notificato le informazioni di garanzia alle persone indagate che sono l’amministratore unico della ditta che sta eseguendo i lavori, ed i due tecnici dell’ U.T.C. di San Piero Patti, direttore dei lavori e responsabile dei lavori pubblici dell’ufficio, che dovranno rispondere ognuno per la parte di competenza del reato di immissione di acque reflue non depurate inquinanti nel torrente Mangano.

Nella foto il comandante la Compagnia dei Carabinieri di Patti, cap. Angelo Zito

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