Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

DORIA, GEOLOGI SICILIANI: “DIFENDIAMO LE SCIENZE DELLA TERRA”

Occorre una maggiore attenzione del governo nazionale a tutto il comparto delle scienze della terra. È questo il messaggio che ha lanciato Emanuele Doria, presidente dell’Ordine dei geologi di Sicilia, dalla platea di Geoitalia, la manifestazione tenutasi a Torino nell’area Lingotto dal 19 al 23 settembre u.s

Siracusa, 28/09/2011 - Calo degli iscritti nei corsi di laurea in scienze geologiche, riduzione o accorpamento dei dipartimenti di geologia negli atenei italiani, carenze nei programmi scolastici e ricadute nell’ambito professionale.

Sono stati questi i temi del workshop “La geologia tra formazione universitaria e attività professionale” presentato dal Consiglio nazionale dei geologi, nell’ambito della manifestazione svolta a Torino che ha riunito i rappresentanti degli Ordini regionali dei geologi di tutta Italia, il Cun –Consiglio universitario nazionale, area di scienze della terra-, la Fist –Federazione italiana di scienze della terra-, che raggruppa le principali associazioni che operano nel settore, sia a livello tecnico, sia a livello scientifico e, per la prima volta, anche l’Anisn -Associazione nazionale insegnanti di scienze naturali-. “Le scienze della terra stanno affrontando un momento molto difficile nel nostro paese –ci ha detto Doria-, anche in seguito ai tagli universitari e scolastici imposti dalla riforma Gelmini.

La direzione verso cui ci porta questa riforma, relega le scienze della terra, e quindi i risvolti collegati alla professione di geologo, in una nicchia secondaria delle discipline scientifiche e questo, in un territorio fragile e soggetto a tutti i rischi naturali come il nostro, non è assolutamente accettabile, soprattutto per le ricadute in termini di sicurezza delle popolazioni”. Il presidente dei geologi di Sicilia chiede “pari dignità con le altre discipline, come già avviene negli altri paesi europei, a partire dall’insegnamento nelle scuole superiori, per sviluppare la cultura della tutela del territorio. Non possiamo pensare – ha proseguito Doria – di limitare la formazione dei futuri geologi quando i cambiamenti climatici stanno esasperando l’intensità dei fenomeni naturali, frane ed alluvioni, anche sul nostro territorio”.

Al termine del convegno, i rappresentanti degli Ordini, dell’Università e delle Associazioni presenti, hanno stilato una bozza di documento d’intesa per lavorare congiuntamente a programmi di rilancio e di valorizzazione della cultura delle scienze della terra.

Antonio Gallitto

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