Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

AUTOSTRADA A 20 ME-PA: LA FILLEA CGIL ATTACCA DURAMENTE IL CAS PER I MANCATI INVESTIMENTI IN MANUTENZIONE

Oriti, fillea: “Denaro che avrebbe garantito sicurezza, risparmio dal contenzioso e lavoro. Si sblocchino i fondi del CIPE”
Messina, 21/12/2011 - La Fillea, la categoria della Cgil che segue tra gli altri i lavoratori del comparto edile, interviene duramente sulla vicenda dell'autostrada A20 e della chiusura delle gallerie da parte della magistratura per motivi di sicurezza.
“Nonostante i reiterati allarmi sulle condizioni di pericolosità di alcuni tratti della A 20, allarmi lanciati dalla Cgil ma anche da Comitati di cittadini e di sindaci,appositamente costituitisi, se non interveniva la magistratura non si sarebbero presi provvedimenti”, osserva il segretario generale della Fillea Messina, Biagio Oriti che evidenzia i principali mancati interventi di manutenzione su rete di sicurezza, gallerie, manto stradale e canali di scolo delle acque. “Gravissima la scelta, e quindi le responsabilità, del CAS di non intervenire per sulle pessime condizioni del manto stradale, della rete di protezione e sulle infiltrazioni d'acqua all'interno delle gallerie. Una situazione di generalizzata insicurezza che si è palesata in tutta la sua gravità anche in occasione dell'alluvione quando l'autostrada si è trasformata in lago”.

La Fillea prova poi a fare due conti al Cas: ogni anno il Cas incassa per podaggi una media di 80 milioni di euro che in dieci anni fa la non trascurabile somma 800 milioni di euro, il 30% dei quali lo stesso Cas è obbligato a spendere in manutenzioni. “240 milioni di euro che spesi per manutenzione avrebbero evitato tanti incidenti, anche mortali, che si sono purtroppo verificati sull'A20, avrebbero garantito livelli di sicurezza diversi, senza contare che quel denaro avrebbe prodotto lavoro”.

La Fillea denuncia anche un altro aspetto non trascurabile di questa vicenda. “Il CAS ha contenziosi aperti con ditte e automobilisti per una somma di circa 250milioni di euro. Un'ulteriore dimostrazione, se ve ne fosse bisogno, di come la mancata spesa in manutenzione produca poi costi di importo pari se non addirittura superiore- aggiunge Oriti-. Denaro che investito correttamente avrebbe evitato tante tragedie e certo tante cause”.
La Fillea, attraverso il suo segretario generale, chiede quindi l'immediato sblocco delle

Commenti

  1. Vorrei sapere i nomi dei membri del consiglio di amministrazione ed il loro curriculum in particolare i loro legami politici per ricordarmelo quando vado a votare.

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