Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

LA VIA: DAL 2012 UN 'PACCHETTO' LATTE PER GLI ALLEVATORI EUROPEI

21/12/2011 - Dopo la gravosa crisi crisi attraversata dal comparto lattiero-caseario nel 2009, il Parlamento europeo Consiglio e Commissione europea hanno finalmente raggiunto un accordo, nel c.d. Trilogo, per rafforzare il potere contrattuale dei produttori di latte e prodotti caseari. Si tratta di nuove misure e nuove regole che, previa approvazione del Parlamento europeo entro i primissimi mesi del 2012, dovrebbero entrare in vigore a partire dal 2012 fino al 2020.

Un pacchetto di interventi ricco di novità che é stato realizzato per assicurare prezzi più equi e più stabili per sostenere gli allevatori e aiutarli al superamento del regime delle quote latte, che, come noto, sarà abbandonato nel 2015.

"Intervenire - spiega l`europarlamentare On. Giovanni La Via - in maniera decisa per riorganizzare il comparto é stata la prima sfida affrontata sin dall`inizio di questa legislatura. Siamo giunti ad un risultato condiviso da gran parte degli Stati membri proprio perché bisognava porre un freno di lungo periodo alla volatilità dei prezzi del latte e soprattutto innovare le regole contrattuali e di aggregazione dell`offerta".

Tra le principali novità, infatti, figurano nuove modalità per la negoziazione dei contratti poiché, proprio come accade per le OP ortofrutticole, quelle lattiere potranno negoziare, per conto dei produttori, dei contratti collettivi con le aziende di trasformazione.

Ciò comporta innanzitutto una chiara fissazione del prezzo, calcolato su una apposita formula ben definita e valida per tutti i Paesi membri, e la stipula di contratti, aventi una durata minima di sei mesi, che riportano inequivocabili condizioni di conferimento e modalità di raccolta e di distribuzione.

"Sulla scia del modello adottato per l`ortofrutta - conclude La Via - gli allevatori e le imprese della trasformazione europee si avviano verso un sistema nuovo che non potrà che regolarizzare un comparto che si sarebbe trovato altrimenti spiazzato alla fine del regime delle quote latte".

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