Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

MESSINA: “LO STATO DI SOFFERENZA DELLE CASSE COMUNALI SI CONOSCE DA TEMPO, MA NULLA E’ STATO FATTO”

Messina, 15 febbraio 2012 – “Lo stato di sofferenza del Comune di Messina è noto da tempo e sino a oggi nessuna iniziativa è stata assunta dalla Giunta. I proclami e le dichiarazioni del Sindaco sullo stato economico e finanziario delle casse comunali, compresa la lettera al Premier Monti, sembrano, quindi, finalizzate a un ricercato effetto sensazionalistico”.


Il segretario provinciale della Cisl Funzione Pubblica, Calogero Emanuele, torna alla carica dopo le dichiarazioni del sindaco, ricordando quanto già evidenziato lo scorso mese di dicembre. “La situazione economica finanziaria del Comune di Messina era già sofferente – ricorda - tanto che gli stipendi cominciavano a registrare ritardi nei pagamenti. E ancora oggi assistiamo a un assoluto silenzio sulla nostra richiesta di pagamento del salario accessorio 2011”.

Per la Cisl Funzione Pubblica quella di non pagare gli stipendi o di bloccare le procedure per la stabilizzazione “non è certo la giusta medicina per risollevare le sorti dell’Ente. Bisogna fare altro – spiega Calogero Emanuele – basta seguire le norme che la legge prevede in caso di dissesto. A Messina, infatti, sono pienamente rispettati i parametri e il rapporto tra spesa del personale e abitanti secondo quanto prevede il decreto del Ministero dell’Interno del 16 marzo 2011. Per il triennio 2011/2013, infatti, la città di Messina potrebbe contare su un fabbisogno di 3000 dipendenti, in ragione di un dipendente ogni 75 abitanti, mentre a Palazzo Zanca, oggi, non si arriva alle 2000 unità, compresi i precari”.

“Come già detto a dicembre – ricorda Emanuele – è giusto far chiarezza procedendo, prima di ogni cosa, al taglio delle spese della politica, delle indennità e quindi alla revoca degli incarichi a esperti, consulenti e delle parcelle ai legali, evitando ogni abuso e sperpero di denaro. I proclami e gli spot televisivi del Sindaco e di qualche Assessore, non servono. Serve, invece, fare chiarezza senza inutili fughe in avanti per scaricarsi dalle responsabilità”.

La Cisl Fp chiede un confronto e un dibattito aperto per analizzare lo stato economico e finanziario del Comune e quindi concertare le strategie da attuare per evitare il dissesto che sarebbe un disastro per la città.

“Ma sui dipendenti, sia chiaro, non si faranno sconti – intima il segretario della Cisl Fp messinese - È la categoria che assicura e garantisce i servizi in favore della collettività e rappresenta lo zoccolo duro dell’economia messinese e, per difenderla, siamo pronti a passare anche alla mobilitazione generale”.

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