Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

USURA: TORNA IN CARCERE L'IMPIEGATA DI RACCUJA CHE ARROTONDAVA PURE CON LA COCAINA

Messina, 12/04/2012 - Gli agenti del Commissariato P.S. Messina Nord hanno dato esecuzione al provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di una donna di 56 anni, Carmela Serio, originaria di Raccuja ma residente a Messina, ritenuta responsabile di usura. La donna, impiegata presso l'Azienda sanitaria provinciale di Messina, con precedenti specifici, è responsabile dei reati di usura, tentata estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti.
Il provvedimento, emesso dal GIP presso il Tribunale di Messina, su richiesta della Procura della Repubblica, è scaturito da una com

plessa attività d’indagine che ha consentito di accertare le responsabilità della donna in merito ai reati contestati.

Le indagini hanno preso piede allorquando, nel mese di marzo scorso, gli agenti del Commissariato Messina Nord hanno accertato che la donna con continue minacce e vessazioni pretendeva da un piccolo imprenditore la restituzione di un prestito di 3000 euro ed il pagamento di interessi usurai pari al doppio della cifra iniziale.

Dopo l’iniziale restituzione di una prima tranche di 700 euro, la donna aveva inoltre commissionato al piccolo imprenditore merce del valore commerciale di 3000 euro mai pagata.
Le indagini hanno inoltre consentito di risalire ad un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare di cocaina, che la donna gestiva all’interno del bar di proprietà di un congiunto.

A settembre dell'anno scorso, l'impiegata aveva prestato del denaro a un'altra donna, in difficolta' economiche, pretendendo la restituzione di una somma di gran lunga superiore all'originario importo. La vicenda era stata scoperta dalla Squadra mobile nel gennaio 2010, quando c'era stato un incontro a casa della vittima tra quest'ultima e la donna che, dopo aver ricevuto parte della somma pretesa, era stata bloccata dagli agenti, che avevano assistito alle varie fasi.
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Nella tarda serata di ieri, nella zona di Gravitelli, gli agenti delle Volanti sono intervenuti per bloccare un ventisettenne messinese che, brandendo un bastone, minacciava ed insultava un altro uomo.
L’aggressore rivendicava a suo dire il pagamento della riparazione di un motociclo che la vittima gli aveva affidato giorni addietro.
Gli accertamenti effettuati hanno rivelato che in realtà nessuna prestazione lavorativa era stata effettuata e che l’uomo era solito chiedere del denaro alla vittima.
Quando, ieri, il ventisettenne si era visto rifiutato il denaro richiesto, non aveva esitato a prendere il bastone e a minacciare la vittima.
I poliziotti hanno pertanto proceduto a denunciare l’aggressore all’Autorità Giudiziaria per i reati di tentata estorsione e minacce gravi.

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