Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

CIMINO: "I CITTADINI DEVONO ESSERE TUTELATI DAI TEMPI INFINITI DELLA GIUSTIZIA"

Palermo, 25 Maggio 2012- La ragionevole durata del processo è un valore sacro tutelato dalla Costituzione e la generica aspirazione di una risposta giusta e fornita «in tempi ragionevoli» alle esigenze dei cittadini di vedere risolte le loro controversie ha costituito sempre un obiettivo da perseguire .Purtroppo quella che dovrebbe essere una legittima aspettativa, da sempre si è scontrata con stanche impostazioni culturali, con inidoneità organizzative e, soprattutto, con la difficoltà di individuare e accogliere un «modello ideale» di processo.

Si dovrebbe perseguire un nuovo percorso della giustizia verso un' idea di azienda -giustizia con lo scopo di efficienza e di risparmio di danaro ed energia. La giustizia dovrebbe essere intesa come servizio che lo Stato rende alla collettività e anche soprattutto come un diritto della collettività."

L'articolo 111 della Costituzione recita che la giurisdizione si attua mediante giusto processo ma come si può parlare di giusto processo quando non c'è certezza sui tempi per esempio del processo civile e spesso la sentenza arriva quando non serve più?

Sia nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo (10 dicembre 1948), sia nella Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (4 novembre 1950) viene sottolineato che «ogni persona ha diritto a un'equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole, davanti a un tribunale indipendente e imparziale», purtroppo per i tempi lunghi della giustizia questo non è stato attuato fino ad oggi.

E' il momento che sia i politici che gli esperti, i professori, i magistrati , lavorino affinchè questi principi non rimangano solo parole soprattutto per evitare sanzioni dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea per i tempi assurdi della giustizia italiana."Lo ha dichiarato Michele Cimino ,deputato regionale di Grande Sud, moderando la tavola rotonda organizzata dall'ISEL dal titolo" Giurisdizione : ragionevole durata del processo."

Commenti