Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

MILAZZO, IL CONSIGLIO COMUNALE CHIEDE L’AVVIO DI INIZIATIVE PER USCIRE DALL’AUTORITÀ PORTUALE


Consiglio comunale compatto a chiedere all’Amministrazione di adottare tutte le iniziative possibile per far sì che il Comune di Milazzo possa uscire dall'Autorità Portuale di Messina
Milazzo, 16/05/2012 - E’ quanto emerso nella seduta consiliare convocata ad hoc dal presidente Pergolizzi per affrontare una tematica, quella della gestione del porto che non piace alle istituzioni locali, ritenendola penalizzante rispetto a Messina. Un dibattito al quale hanno partecipato diversi esponenti che operano nel porto e che ha avuto come conclusione la decisione di un incontro consiglieri – sindaco per giungere ad una proposta che nel concreto dia il via ad una tale ipotesi di distacco.

E’ stato in particolare il consigliere Francesco De Pasquale ad evidenziare tutte le inadempienze dell'Autorità Portuale che invece di esaltare la vocazione naturale del grande porto nel comprensorio, si è limitata ad interventi sporadici, non effettuando neppure l’atteso ed inevitabile dragaggio dei fondali che costringe le navi mercantili ad alleggerire il loro carico al molo Marullo prima di svolgere le regolari operazioni sulla banchina XX luglio.
Nei vari interventi è stato anche sottolineato come nessun peso sia attribuito in sede di Comitato portuale ai rappresentanti di Milazzo e della valle del Mela, costretti a subire le decisioni della maggioranza.

Ai lavori, contrariamente alle aspettative dei consiglieri, non è intervenuto nessun rappresentante dell’Autorità portuale. Al presidente Pergolizzi – che ne ha dato lettura – è stata recapitata una lettera "d'ordine del Commissario straordinario Prof. Ing. Dario Lo Bosco", nella quale si evidenzia come l’ipotesi di uscita di Milazzo "potrebbe produrre gravi pregiudizi allo sviluppo sostenibile ed integrato del sistema portuale di Messina e Milazzo" e si puntualizza che “alla luce dell'attuale normativa non sussistono i requisiti minimi di traffico affinché il solo porto di Milazzo possa giustificare la costituzione di un'Autorità autonoma rispetto a Messina.

Parole che hanno ulteriormente acceso il dibattito, tant’è che nei successivi interventi è stato evidenziato a chiare lettere il timore dei vertici dell’Autority messinese di poter rimanere in vita qualora Milazzo riuscisse a tirarsi fuori, visto che verrebbero meno i requisiti richiesti dalla legge n.84/94 per mantenere in vita l'Autorità Portuale di Messina.

Ulteriori “affondi” dei gruppi politici presenti in aula consiliare hanno riguardato la mancata destinazione a Milazzo delle ingenti somme presenti nel bilancio dell’Autority e provenienti in massima parte da proventi demaniali e tasse di imbarco/sbarco della raffineria e della centrale termoelettrica di Archi, i ritardi sul piano regolatore portuale e soprattutto l’esclusione dello scalo mamertino dalla pianificazione relativa l’arrivo delle navi da crociera.

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