Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

PONTE SULLO STRETTO. SPAMPINATO: "PASSERA RIFLETTA SULL'UTILITA' DI ABBANDONARE OPERA"

PALERMO, 19/06/2012 - "Spero che l'affermazione del ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, di non considerare tra le strutture prioritarie la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, sia seguita da una dovuta e doverosa riflessione".

Lo afferma l'assessore regionale al Lavoro, Giuseppe Spampinato che aggiunge: "La riflessione dovra' considerare ad esempio che la realizzazione della infrastruttura movimentera' risorse e creera' posti di lavoro, che l'opera realizzata rappresentera' un volano di crescita per il sud, ma soprattutto bisogna riflettere sul fatto che siamo al progetto definitivo e che bisognerebbe, oltre alle considerevoli somme gia' spese, in caso di abbandono, quantificare l'entita' delle penali da pagare alle imprese impegnate nella realizzazione dell'opera.

Ed infine bisogna riflettere sul fatto che soltanto una piccola parte delle risorse proviene dal bilancio statale, tutto il resto (circa sette miliardi di euro) proviene da finanza privata attraverso il project financing, e credo che rinunciare a cospicui investimenti privati in un periodo di grande congiuntura economica non sarebbe opportuno. Siamo fiduciosi che la decisione presa non sia definitiva e che queste considerazioni aiuti no a dec idere di non abbandonare la realizzazione del manufatto".

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