Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

APPROVATO IL DECRETO BLOCCA NOMINE, FORMICA: "UNA VITTORIA PER I SICILIANI E PER IL RISPARMIO"

Palermo, 20/07/2012 - Approvato alle 16.44 in Assemblea Regionale il decreto blocca nomine.Una vittoria per i siciliani e per il risparmio economico dell' ente regionale. Grande soddisfazione dell' on. Santi Formica: "Un'altra battaglia politica vinta  a garanzia della Sicilia e dell' ente contro i furbetti del palazzo".
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Con 39 voti contrari e 32 a favore, l'Assemblea regionale Siciliana ha bocciato una norma che avrebbe introdotto il divieto per sindaci, presidenti di Provincia e del presidente della Regione di effettuare nomine o assegnano incarichi di consulenze nella pubblica amministrazione, in enti e societa' partecipate a soggetti sottoposti a rinvio a giudizio o che hanno subito condanne per mafia, corruzione o associazione a delinquere. La votazione e' avvenuta a scrutinio segreto, su richiesta del capogruppo del Pid Rudy Maira e appoggiata dal Pdl, suscitando forti critiche da parte del Pd che chiedeva il voto nominale. (ANSA)

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