Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

MARIJUANA È ALLARME: CREA DANNI IRREVERSIBILI ALLA MEMORIA E AL CERVELLO

10/08/2012 - I ricercatori made in Australia lanciano l’allarme sulla parte della popolazione mondiale che fa uso regolare costante e massiccio di cannabis e derivati sul consumo. Secondo lo studio, infatti, lo spinello danneggerebbe il cervello, con danni alla memoria e alla capacità di apprendimento. Questo è il primo studio che dimostra come l'età in cui si inizia a consumare regolarmente cannabis rappresenta un fattore chiave nel determinare la gravità del danno cerebrale.

Gli scienziati del Melbournès Murdoch Childrens Research Institute (Mcri) e degli atenei di Melbourne e Wollongong hanno sottoposto a risonanza magnetica 59 persone che hanno riferito di consumare marijuana da 15 anni in media. Le immagini cerebrali sono state confrontate con quelle di 33 persone che non hanno mai fumato cannabis. L'analisi ha riguardato in particolare la materia bianca del cervello: nei consumatori di marijuana è stata osservata da un lato la distruzione delle fibre nervose, e dall'altro una riduzione di oltre l'80% del volume di questa sostanza, che a differenza della materia grigia continua a svilupparsi anche in età adulta.

L'età media di inizio consumo era pari a 16 anni, ma alcuni partecipanti allo studio avevano iniziato a fumare a 10-11 anni. E in caso di consumo precoce, i danni riportati erano superiori e particolarmente gravi a lungo termine. Le alterazioni riscontrate non si conosce se siano o meno irreversibili ma di certo appaiono significativi.

La conclusione di questo studio dichiara Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” sta rimbalzando in queste ore sulla stampa internazionale. I ricercatori sottolineano di avere dimostrato per la prima volta che il rischio associato alla marijuana è tanto maggiore quando più precoce è l'età in cui si prova lo 'spinello'.

Commenti