Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

CIMINO (GRANDE SUD):" L'AUTONOMIA REGIONALE È RIMASTA INCOMPLETA" (NON SONO RIUSCITI A DARE L’INTERO BILANCIO AGLI ATO?)

Palermo , 19 Novembre 2012 - "Un sincero apprezzamento al presidente Crocetta che ieri in televisione ha dichiarato che si adopererà per fare approvare al più presto la legge sulla sburocratizzazione e la legge voto per l'abolizione del secondo comma dell'articolo 36 dello Statuto Siciliano. Lo ha detto Michele Cimino,capogruppo di Grande Sud all'Ars."Ho presentato io la legge voto,poi approvata all'unanimità dall'Assemblea Regionale, per sostituire l'art. 36, c. 2, dello Statuto Regionale con le seguenti parole: «Sono però riservate allo Stato le entrate dei monopoli, dei tabacchi e del lotto» ma purtroppo giace a Roma in attesa di essere approvata dal Parlamento. Questa legge sottrarrebbe allo Stato la riserva delle imposte di produzione.

Questa modifica legislativa - continua Cimino - comporterebbe l'aumento di gettito per le casse regionali nell'ordine di diversi miliardi di euro, considerando che tra le imposte di produzione vanno annoverate quelle versate dalle imprese che in Sicilia raffinano circa il 40 per cento degli oli minerali prodotti in Italia.
Avere in questa lotta alleato il presidente mi fa ben sperare di vincere e finalmente vedere aumentare le entrate regionali, senza elevare la pressione fiscale e senza chiedere maggiori risorse allo Stato.
E finalmente può essere anche smentita l'opinione diffusa che la Sicilia abbia goduto negli ultimi cinquant'anni di un'ampia autonomia fiscale che non ha saputo sfruttare adeguatamente.

Si tratta di un equivoco,conclude Cimino,in quanto l'autonomia finanziaria regionale è rimasta incompleta e mentre le regioni ordinarie, negli anni, hanno negoziato con lo Stato i trasferimenti ad esse spettanti, la Sicilia, in virtù del sistema risultante dal combinato disposto dell'art. 36 dello Statuto e delle norme di attuazione del 1965, ha ricevuto e riceve il gettito dei tributi erariali riscossi sul proprio territorio, ad eccezione delle entrate derivanti dalle imposte di produzione, dai tabacchi e dal lotto."

Commenti