Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

CROCETTA E IL CASO VALENTI: "NON SAPEVO DELLA POSIZIONE GIUDIZIARIA"

AUTOSTRADA ME-PA: CON 12 MILIONI DI EURO QUANTI PEDAGGI SI POSSONO ABOLIRE? 
Palermo, 29/11/2012 - Prime note dolenti nell'azione amministrativa del presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, impegnato a chiarire quanto sta 'avvelenando' la nomina dell'assessore Patrizia Valenti nella Giunta regionale siciliana, appena varata dal neo eletto presidente. "Non sono stato assolutamente informato dall'assessore della sua condizione giudiziaria. Questo non mi sembra leale, l'assessore ne tragga le necessarie conseguenze", ha detto Crocetta, con riferimento al rinvio a giudizio di Patrizia Valenti per omissione di atti d'ufficio, fatti risalenti al 2009: la Valenti avrebbe ritardato la riassunzione di un funzionario, in seguito alla sentenza di riassunzione emessa dal TAR, tribunale amministrativo regionale. O forse per averla ritardata: il che configurerebbe ugualmente il reato di omissione d’atti d’ufficio, sufficiente per il rinvio a giudizio. Ora l'assessore Patrizia Valenti potrebbe non avere più la fidicia del presidente Crocetta, che ne potrebbe chiedere le dimissioni.

In effetti - però - Crocetta invita l’assessore Valenti a dimettersi ma allo stesso tempo afferma che il reato non rientra nelle tipologie previste dal codice etico, "per cui anche per qualsiasi altro assessore o dirigente, non potrei procedere alla revoca del mandato”. Ma aggiunge: "Non sono stato assolutamente informato dall'assessore della sua condizione giudiziaria. Questo non mi sembra affatto leale, l'assessore ne tragga le necessarie conseguenze".

Le vicissitudini del CAS, Consorzio autostrade siciliane, sono ben più travagliate. 

Nel novembre 2009 la procura della Repubblica di Messina, nella persona del dott. Vincenzo Cefalo, aveva aperto un fascicolo contro ignoti per appalti affidati dal Cas, Consorzio autostrade siciliane, per verificare la correttezza di tali appalti. La procura della Repubblica ha inteso esaminare gli atti prodotti dal Consorzio Autostrade Siciliane, fatta eccezione per quelli risalenti al periodo in cui sono stati presidenti Patrizia Valenti ed Olivia Pintabona.

La Valenti, infatti, aveva inviato una memoria alla Procura della Repubblica affinché indagasse sulla gestione degli appalti nei periodi precedenti al suo insediamento alla presidenza del CAS.

Le indagini della Procura - inoltre - erano indirizzate a fare luce su un ammanco di 12 milioni di euro dal bilancio (e quindi dalle casse) del Consorzio Autostrade Siciliane. Secondo quanto emerso dalle prime indagini, alcuni appalti di manutenzione venivano assegnati con procedura di somma urgenza, pure quando non ce n’erano le ragioni né la necessità.

Un anno dopo, nel novembre 2010, sembrava che finalmente si fossero trovati i 12 milioni di euro mancanti dal bilancio del Consorzio Autostrade Siciliane, il cui ammanco era stato ripetutamente denunciato dall’allora amministratrice dell’ente, Patrizia Valenti, mai prima d’ora ritrovati nelle pieghe di un bilancio che sembrava non avere mai contemplato tale somma, né l'esistenza.

Si sarebbe trattato di una anticipazione di cassa in effetti mai accreditata dal Banco di Sicilia sul conto del Consorzio Consorzio Autostrade Siciliane, in assenza del regolamento di contabilità.

Una faccenda complessa e apparentemente inestricabile, tanto da provocare cambi al vertice del Cas e dimissioni. Fino a che l’assessore regionale Pier carmelo Russo non si è rivolto per un parere sulla gestione del Consorzio Autostrade Siciliane al Consiglio di giustizia amministrativa, venendo a capo della vicenda.

Così saranno i dirigenti del CAS a dovere restituire alle casse dell’ente le somme percepite indebitamente dal 17 maggio 2000, quando entrò in vigore la legge di riforma e ai dirigenti del Cas venne riconosciuto il trattamento previsto per i dipendenti delle società autostradali private mentre sarebbe spettao quello notevolmente inferiore da dirigente regionale.

La Procura della Repubblica di Messina, che ha condotto le indagini sul presunto ammanco di 12 milioni di euro nel bilancio del Cas determinato ha stabilito che tale ammanco sarebbe stato causato dalla mancanza del regolamento di contabilità per colpa degli amministratori del Cas stesso.
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AUTOSTRADA ME-PA: CON 12 MILIONI DI EURO QUANTI PEDAGGI SI POSSONO ABOLIRE?

Commenti

  1. L'ammanco e' presunto o vero?
    Chi deve rispondere a questa domanda?
    Se e' vero, chi si e' messo in tasca i soldi?

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