“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

“IL TEATRO DELLA VITA LE MASCHERE DI GINA E NINO PRACANICA” AL MONTE DI PIETÀ A MESSINA

MESSINA, 23/11/2012 - Domani 24 novembre, alle ore 18.00, un nuovo appuntamento con l’Arte contemporanea, manifestazione promossa dall’assessorato provinciale alle Politiche culturali, ideata e curata da Saverio Pugliatti, consulente per gli eventi culturali del presidente della Provincia regionale.
Le sale del Monte di Pietà ospiteranno le opere degli artisti Gina e Nino Pracanica.

La mostra dal tema “Il teatro della vita le maschere di Gina e Nino Pracanica” sarà inaugurata dal presidente della Provincia, on. Nanni Ricevuto e dall’assessore provinciale alla Politiche culturali, Giuseppe Crisafulli.
Saranno presenti, inoltre: i critici d’arte Luigi Ferlazzo Natoli e Teresa Pugliatti.
Le suggestive sale espositive del Monte di Pietà di Messina ospiteranno per due settimane l’evento.
In esposizione le maschere, prodotte nel laboratorio degli artisti, narrano le storie degli uomini e dei loro mutamenti attraverso le espressioni dei loro volti.
Eseguite dalle mani di Nino e Gina, centinaia di maschere ci guardano dalle pareti, dai tavoli, del loro piccolo ma gremito laboratorio.

Sono volti che ci guardano, pur dalle loro orbite vuote, noi ricambiamo lo sguardo, e così ci incontriamo.
Alcuni ci fanno subito paura, e quasi orrore; ma a poco a poco vi distinguiamo delle espressioni, che sono anche molto precise e dirette: e vedremo che in alcuni c’è ironia, in altri addirittura timidezza. E c’è chi ci guarda con aria furbesca, quasi a burlarsi della nostra presunzione, del nostro sentirsi “migliori” di loro. E c’è chi ride apertamente con la bocca spalancata. Ma c’è anche chi è triste, e ci chiede tenerezza. Allora certe deformità ci appaiono patetiche, e le vediamo con simpatia.

Altri invece sono severi, portano un cappuccio e ispirano rispetto. Forse sono personaggi importanti, come cerchiamo di capire. Perché, infatti, a poco a poco diventiamo curiosi, e vorremmo sapere qualcosa di loro. Poi ci sono le bambole (alcune stupite, altre intimidite), che ci invitano a giocare.
Ma ad un tratto comprendiamo che tutti ci invitano a giocare. E ad inventare storie che li riguardano. Una storia per ciascuno. O una storia che li comprenda tutti. Seri e giocosi, felici e infelici, buoni e cattivi, e spesso simili a pesci, a uccelli, a scimmie, a cani, a gatti, anche ad animali fantastici.
Molti sono infatti gli uomini che hanno tratti zoomorfi. E qui li rivediamo tutti, e li riconosciamo anche nei pesci e negli uccelli. Di solito, nella vita, noi conviviamo con loro.

E ce ne rendiamo conto qui, nel laboratorio di Nino e Gina dove, con questi esseri di cartapesta, di cuoio, di legno, di cera, di materiali fitomorfi, creati dalle loro mani, si svolge un Teatro della vita. Ovvero, qui vediamo la vita come in un teatro.
Ed è infatti una storia della vita dell’uomo che Nino ha pensato di raccontare in questa mostra.
Cerchiamo di seguirla, con l’attenzione e il rispetto che il loro lavoro intenso e quotidiano merita (Teresa Pugliatti).

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