Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

STUDENTI IN PIAZZA PER UN'ALTRA EUROPA, NO-TAS

UN'ALTRA EUROPA, IL 14 NOVEMBRE STUDENTI IN PIAZZA 

14/11/2012 - “Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? (…) Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli…”

Così, se i ragazzi chiedono futuro, se chiedono una società ed uno Stato più rispondente alle esigenze (anche minime) di studenti e giovani in cerca di inserimento e lavoro, per farsi una famiglia o vivere, non si può rispondere loro con tagli e leggi ragionieristiche. Non si può offrire loro, come unica risposta, le ragioni della corruzione, la ragion di Stato dell’euro e dell’Europa che chiede e non dà.

Ai docenti che chiedono una scuola che non li abbrutisca ancora, che non abbia come massimo obiettivo la formalità delle ‘carte a posto’, interminabili consigli di classe, la cui durata non prevede limiti né tetti massimi e non sarà mai conteggiata in alcun modo quale lavoro straordinario.

E la massima risposta dello Stato è l’innalzamento dell’orario di cattedra a 24 ore?

E perché poi? Perché qualcuno ha aperto un buco, anzi una incolmabile voragine nei conti dello Stato e noi dobbiamo colmarla col nostro sudore? Frantumando e gettando nel cassonetto dell’Europa dell’euro, del malcostume e della corruzione, che hanno determinato il dissesto economico, la parte buona delle conquiste sindacali, magari lasciando intatte quelle ‘conquiste’ che richiederebbero molte virgolette? Moltissime?

E’ per questo che dovremmo stare in cattedra 24 ore e nei consigli di classe a tempo indeterminato? E’ per questo che dovremmo accettare un progetto-scuola sterile, sempre più povero e formale? E’ per questo che dovremmo continuare a trattare i giovani come "non-persone"? Non è forse una maniera crudele, un novello ‘olocausto’, relegare milioni di giovani nei lager delle "non-persone": giovani senza futuro, senza una casa, senza diritti, senza lavoro, senza voce in capitolo?

Ma allora dedichiamo lo stesso tempo a protestare, a declamare tutto il nostro sdegno, la contrarietà, la profonda delusione, la rabbia e il disgusto, per una politica che anziché tagliare dove c’è da tagliare, dove la dissipazione, lo sperpero e la corruzione sono la ragione stessa del disastro, fanno pagare alle 'non-persone' il prezzo!
E noi dovremmo dire ai giovani di starsene buoni nei novelli 'lagher' delle "non-persone"?

Con un qualunque governo democristiano e di centrodestra, i partiti di sinistra avrebbero appoggiato oggi le lotte sociali e studentesche con fragore. E invece…

Tutto per le ragioni dell’euro e della corruzione?
................... 
UN'ALTRA EUROPA, IL 14 NOVEMBRE STUDENTI IN PIAZZA 

Commenti