Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

GIORNALISTI MINACCIATI DALLA MAFIA: SONO 301 MA NON SI DICE

Roma, 16/12/2012 - Presente il Procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, si è svolto a Roma nella sala dedicata ai Caduti di Nassirya del Senato, il convegno “Su mafia e informazione”, organizzato dall’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione, da Stampa Romana e dall’Università Tor Vergata.
Tra i partecipanti il giornalista Lirio Abate, sotto scorta; il senatore Enrico Musso, membro della Commissione parlamentare antimafia e presidente del comitato Scuola e Legalità; Giuseppe Mennella, direttore della Cattedra di Deontologia del Giornalismo dell’Università di Tor Vergata; Paolo Butturini, segretario dell'associazione Stampa Romana e il direttore dell’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione, Alberto Spampinato.
Sono 301 i giornalisti che hanno ricevuto minacce e intimidazioni dalle mafie, come censito dall'Osservatorio Ossigeno.

Per proteggere i giornalisti italiani da minacce e intimidazioni così gravi e diffuse “si avverte la necessità di una legge, da studiare bene, che abbia l’obiettivo di sanzionare chi ostacola la libertà di informazione”, ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso.

“Il nostro osservatorio”, ha commentato il direttore di Ossigeno, Alberto Spampinato, “lo chiede da anni. Abbiamo provocatoriamente proposto un reato di ostacolo all’informazione, pur sapendo che creare una nuova figura di reato è pressoché impossibile, ma certamente è possibile prevedere delle aggravanti specifiche per tutte quelle intimidazioni che si configurano come reati esistenti quando siano commessi allo scopo di ostacolare il diritto dei cittadini di essere informati”. “Ciò a cui penso”, ha precisato Grasso, è una legge che tuteli l’applicazione dell’articolo 21 della Costituzione.

Rapporto di Ossigeno

Come i precedenti
(2006-2009; 2009-2010 prima e seconda parte), anche
per il 2011 «Problemi dell’informazione» è lieta e onorata di
ospitarlo sulle sue pagine, perché poi prenda le libere strade del
web. Grazie alla pazienza de «Il Mulino», editore della rivista,
siamo anche riusciti a coprire l’intero anno passato, fino al 31 dicembre,
arrivando nelle librerie e agli abbonati con qualche settimana
di ritardo, ma con un rapporto completo.
Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno, ha fatto come al solito
un lavoro certosino e imponente. Sua è non solo l’introduzione,
ma la stesura di tutti i cinque capitoli del Rapporto. Suo è
stato, soprattutto, l’impegno a trovare osservatori (volontari, naturalmente),
raccogliere quotidianamente notizie, impostare i
rapporti regionali che quest’anno, affidati a Dario Barà, Matteo
Finco, Roberta Mani e Roberto S. Rossi, coprono come di consueto
Sicilia e Calabria, ma si spingono finalmente anche al
Nord. Gli aggiornamenti e le edizioni precedenti del Rapporto
stanno naturalmente su www.ossigenoinformazione.it.
«Sono gocce, ma scavano il marmo» è il titolo che abbiamo scelto
per il Rapporto 2011. Ha infatti ragione Spampinato a sottolineare
l’aumento dei casi di minacce e notizie oscurate da un
anno all’altro: 54 nel 2010, 95 nel 2011.

E tuttavia prendiamo la cautela metodologica di non pensare che
negli anni precedenti quei casi fossero realmente in numero inferiore.
Può anche essere che sia solo migliorata la rete stesa da
Ossigeno per raccogliere notizie e segnalazioni. E allora 95 casi di
minacce o aggressioni alla libertà d’informazione, possono essere
tante rispetto all’anno precedente, oppure poche in confronto ad
una realtà che può pure sfuggire ai nostri occhi. Resta il fatto che
novantacinque gocce di paura e intimidazione rischiano davvero
di scavare anche il marmo del giornalismo più duro e coraggioso.

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