Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

GRANDE SUD, CIMINO: "DA OGGI INIZIA UNA DIFFICILE LEGISLATURA" IN SICILIA

Palermo, 5 Dicembre 2012 - "La XVI legislatura dell'Assemblea regionale siciliana che oggi si inaugura si presenta tra le più difficili dalla sua costituzione in considerazione della grave crisi economica in cui versa la Sicilia. Noi deputati dell'opposizione abbiamo una grande responsabilità poiché non essendoci una maggioranza precostituita dovremo di volta in volta impegnarci tutti insieme a concorrere ad approvare quelle leggi che riteniamo necessarie per il bene dei siciliani. "Lo afferma Michele Cimino, capogruppo di Grande Sud all'ARS.
"Noi del gruppo di Grande Sud e precisamente i deputati Grasso, Lantieri, Savona e Tamajo,continua Cimino, presenteremo come primo disegno di legge , la legge voto per la modifica del secondo comma dell'articolo 36 dello statuto siciliano,legge voto che già nella scorsa legislatura era stata approvata all'unanimità dall'Assemblea regionale ed inviata al Parlamento dove giace ancora oggi senza mai essere stata posta all'ordine del giorno.

La sostituzione delll'art. 36, c. 2, dello Statuto regionale con le seguenti parole: «Sono però riservate allo Stato le entrate dei monopoli, dei tabacchi e del lotto» -continua Cimino- comporterebbe l'aumento di gettito per le casse regionali nell'ordine di diversi miliardi di euro, considerando che tra le imposte di produzione vanno annoverate quelle versate dalle imprese che in Sicilia raffinano circa il 40 per cento degli oli minerali prodotti in Italia. L'approvazione di questa legge sottrarrebbe allo Stato la riserva delle imposte di produzione e secondo il principio della territorialità del gettito tributario si potrebbero determinare nuove e maggiori risorse da destinare allo sviluppo della regione siciliana.

Infatti dal sistema della finanza derivata, si passerebbe gradualmente all'autonomia impositiva ed al criterio dei costi standard: in luogo del finanziamento della spesa storica, che può consentire anche sprechi e inefficienze, si farebbe riferimento ai costi corrispondenti ad una media buona amministrazione e i nuovi tributi garantirebbero flessibilità, manovrabilità e territorialità. Noi siciliani non vogliamo essere assistiti, ma liberati dai lacci che bloccano la nostra autonomia, che ci impediscono di incamminarci con le nostre risorse verso una nuova stagione di ripresa economica."

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