INGROIA, GRILLO E BERSANI: COME SI DICE ‘PERPLESSI’ SENZA ESAGERARE?

Roma, 22/12/2012 – Antonio Ingroia presidente del Consiglio dei ministri? Perché no? Non è la novità che cerchiamo? Non sono garanzie di novità che portino l’Italia quanto più vicino possibile alla legalità e alla civiltà del lavoro e del sociale, quanto più lontano possibile dall’orgia del potere, che cerchiamo? Non è alla buona politica che aspiriamo? E allora Ingroia o Beppe Grillo, De Magistris o altri, non possono che essere accolti a braccia aperte se in grado di rappresentare la politica nuova (perché pulita): ciò che cerchiamo!
E "Beppe Grillo non è l’antipolitica ma la novità della politica”, ha detto ieri Antonio Ingroia nella sala del teatro Capranica a Roma. Politica pulita e alternativa. "Beppe Grillo - ha detto Ingroia - è uno che ha combattuto in anni di battaglie contro, Berlusconi prima e Monti dopo, come Di Pietro, Diliberto, Bonelli e Ferrero", presenti in sala.

Poi Ingroia - però - ha preso diligentemente le distanze dalle “esasperate espressioni verbali” di Grillo, da quel linguaggio aggressivo e senza ‘fronzoli’ che il comico genovese non fa niente per mitigare o trattenere. Pure questo si addice ad un ex pubblico ministero che aspiri a rivestire il ruolo di presidente del Consiglio dei Ministri.

Allo stesso modo si addice che Ingroia si rivolga a Bersani, che "non conosco ma ritengo una persona seria, ben intenzionata (anche se di buone intenzioni è lastricata la strada che porta all'inferno)" per sapere se ‘ci sta’. Se tra Quarto polo, Movimento Arancione, PD e Vendola possono incontrarsi i destini.

Certo, Bersani e il Pd - per Ingroia - hanno commesso gravi errori politici, non escluso il “sostegno al Governo Monti". Nel PD o centrosinistra ci sono “passaggi che non convincono”, ma Ingroia un confronto con Bersani vorrebbe averlo, con l’augurio che da parte di Bersani e del Pd “non ci siano pregiudizi nei nostri confronti”.

"La legge finanziaria per il 2013 si chiama Legge di stabilità. E' scritto da dei pazzi in libertà. Chi la legge rischia l'insanità mentale". Beppe Grillo sul suo blog si scatena, con il suo solito linguaggio, sulla "Legge  approvata dalla Commissione di Bilancio del Senato con le opportune modifiche dell'ultim'ora per amici, parenti, lobby e quant'altro. La scrittura del Testo, pur nella sua oscurità montiana, nel suo stile kafkiano, nella sua neolingua propria dei burosauri, non riesce a rendere il minestrone legislativo di Rigor Montis del tutto intellegibile. Qualcosa trapela, dagli indizi si riesce a dedurre qualche dato. E quello che si capisce è sconvolgente".

Ecco, è questione di linguaggio (o di sotanza)?

Beh, ha ragione Ingroia: anche l'occhio vuole la sua parte. Ed è per questo che pure noi vorremmo dire che quanto meno sul 'buon incontro' con Bersani siamo 'perplessi'. Come si dice 'perplessi' senza esagerare?

Commenti

  1. Io voglio i fatti...voglio Brunello Cucinelli..quando si presenterà lui voterò!!!!!!!!!! I so parlare tanto e inutilmente ma mai fatto nulla di concreto ... non li voglio più!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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