Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

REGIONE SICILIANA: "LA CORRUZIONE INFINITA"

Palermo, 12/01/2013 - Pensavamo che la questione dei mandati di pagamento della Regione Siciliana, destinati a saldare prestazioni d’opera e forniture, e finiti invece su conti correnti privati dei funzionari regionali, riguardasse solo i Centri di Formazione Professionale. Il fenomeno sembra invece esteso anche alle scuole statali. Il problema si pone quando la dirigente della scuola Bonagia, il 9 marzo 2012,
si rende conto che non è pervenuto dall’Assessorato Regionale dell’Istruzione l’accredito con mandato di € 4.229,00, per l’esercizio finanziario 2011, per un progetto finanziato dalla Regione, concluso e rendicontato. La dirigente del Servizio Scuola dell’infanzia ed Istruzione di ogni Ordine e Grado, nota per il suo scrupolo e la sua solerzia, si meraviglia del mancato accredito, accerta che il mandato era stato emesso il 19 aprile 2011, ma a un c/c non corrispondente a quello della scuola. Quindi il Servizio Tesoro dell’Assessorato all’Economia costituisce un deposito provvisorio, successivamente svincolato, per cui la Dirigente regionale, il 16 aprile 2012, dà disposizione all’istituto bancario della Regione a voler provvedere all’accredito dei confronti della scuola Bonagia. Contestualmente la dirigente del dipartimento dell’Istruzione informa dei fatti il Procuratore della Repubblica.

Non vedendo arrivare i soldi, la dirigente della scuola, che non è tipo da mollare la presa, si rivolge all’Avvocatura dello Stato che, con encomiabile accertamento del Procuratore dello Stato Maria Giovanna Amorizzo, il 19 dicembre 2012, verifica che in realtà il mandato è stato effettuato a un c/c privato, diffida l’Assessorato al pagamento immediato delle spettanze dovute alla scuola Bonagia e chiede i dati anagrafici dell’intestatario dell’IBAN al quale risulta essere stato effettuato il pagamento.

Questa vicenda dimostra che la Regione Siciliana, pur avendo avuto la possibilità di disporre un’indagine amministrativa interna, accertare chi aveva rubato i soldi della scuola e licenziare su due piedi il funzionario corrotto, ha preferito mandare le carte alla Procura, già sommersa da migliaia di procedimenti, i cui tempi di indagine sono lunghissimi e spesso incappano nella prescrizione. Dimostra anche che comportamenti infedeli e contrari a sani principi amministrativi sono diffusi all’interno della Regione, che è molto blanda nel prendere provvedimenti punitivi (in Sicilia nessuno vuole prendere provvedimenti punitivi per ancestrale cultura e questi sono i risultati).

Contiamo sul fatto che l’assessore Nelli Scilabra, che sappiamo nostra attenta lettrice, faccia piazza pulita all’interno della Regione, anche in nome di quei tanti dirigenti e funzionari regionali onesti, alcuni dei quali hanno anche dato la vita nell’interesse del bene comune.

Roberto Tripodi
Presidente regionale ASASI

Commenti

  1. Sarebbe interessante sapere chi ha firmato il mandato, e se questo dirigente e' ancora al suo posto.

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