Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

ELEZIONI 2013 & BERLINO: SE OGNUNO SALUTA CON LA PROPRIA BERRETTA È LEVATA D’OBBLIGO

ROMA, 26/02/2013 - Gli osservatori tedeschi e spagnoli, o chi per loro, sono preoccupati delle sorti dell’Italia e si rendono parte diligente nel fare appello affinchè “chi ha la responsabilità in Italia favorisca al più presto la nascita di un governo stabile, in grado di agire positivamente per il Paese", come dichiarato a Berlino dal ministro degli Esteri Westerwelle.

Per il ministro degli Esteri Westerwelle "chi ha la responsabilità in Italia sa che il Paese ha bisogno di riforme. Quando si parla di crisi in Europa siamo tutti sulla stessa barca", aggiunge. Vorrà dire che pure in Germania i tribunali, per celebrare un processo per faccende di natura privata o di poco conto, impiegano decenni. Vorrà dire che pure in Germania i costi della politica sono iperbolici e ingiustificati, come in Italia?

Il governo Monti, cooptato per una missione ‘tecnica’, avrebbe potuto, ad esempio, abolire le Province e/o agire virtuosamente per il taglio dei costi della politica. Ma così non è stato: il governo Monti ha ripristinato le Province con una sorta di ‘malizia’ suggestiva, riducendone il numero in maniera non determinante.


Ma ecco che il ministro tedesco dell'Economia, Roesler, si lamenta degli elettori italiani che non sono entrati nel suo cuore, nei suoi sogni di ragazzo: "Pensavo a un risultato migliore per i riformisti. Non c'è alternativa alle riforme già avviate". Vale a dire coronare i suoi sogni?

E se l’Italia provasse a fare l’Italia? Se l’Italia decidesse di indossare i propri panni, seppure al momento modesti? Un sindaco siciliano continuava a ripetere e che se ognuno saluta con la berretta di cui dispone ha fatto il proprio dovere (“è levata d’obbligo” diceva, quel sindaco).

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