
Palermo, 25/02/2013 - Il 31 dicembre 2012, su richiesta degli enti di formazione, un decreto del dirigente generale dell’assessorato regionale, Anna Rosa Corsello, aveva stabilito che “la decorrenza dei termini per l’inserimento a sistema dei dati attinenti i registri delle presenze degli allievi è prorogata al 31 gennaio 2013”. Era la terza proroga dal mese di maggio.
Il sistema informatico Faros prevedeva la registrazione delle presenze in aula entro tre ore e non più entro tre giorni dall’inizio giornaliero delle lezioni. La prospettiva è quella di passare ai pagamenti basati sul numero di allievi. Meno iscritti e meno soldi per l’ente, il cui budget verrebbe ridotto in percentuale rispetto all’unità di costo standard fissata intorno a quota 129 ad ora per un corso con quindici allievi. In questa maniera si eviterebbe il cosiddetto fenomeno dei sottosoglia. Ovvero quei corsi che hanno un numero di allievi inferiore al 50 per cento di quelli previsti, ma che sono stati pagati a prezzo pieno dalla Regione. Questo è un grosso rischio per l’istruzione statale, perché ora gli Enti intensificheranno gli sforzi per sottrarre utenza alle scuole, contando sul fatto che il Ministero obbliga gli istituti a rilasciare sempre e comunque i nulla osta.
L’assessore Scilabra l’8 gennaio scorso, aveva annunciato “che il termine della proroga, fissato al 31 gennaio dal Dipartimento, deve essere considerato definitivo. Non ci saranno proroghe, dal mese di febbraio, gli enti dovranno certificare le presenze degli studenti entro tre ore”.
In realtà le tre ore sono diventate ventiquattro. In assessorato confermano che il sistema Faros fa acqua da tutte le parti. I problemi tecnici c’erano e restano. Gli enti nel corso di alcuni incontri con l’assessore hanno sostenuto che il mancato caricamento dei dati dipenderebbe dall’inefficienza del sistema, pagato dalla Regione e mai entrato in funzione a pieno regime. E in parte con la nuova direttiva l’assessore, da un lato, asseconderebbe gli enti che chiedono più tempo. Dall’altro, però, annuncia che i controllori passeranno da settanta a 140 unità. Come dire: più tempo per inserire i dati, ma vigilanza più serrata.
“Nessuna ulteriore proroga - spiega l’assessore - viene concessa agli enti per il controllo delle presenze degli allievi in aula. I controlli saranno effettuati portando da 72 a 24 ore il termine entro cui comunicare le presenze in aula e aumentando dal 50 al 70 per cento il numero minimo dei corsi controllati dalle unità periferiche operative”.
www.asas.sicilia.it
Questi enti sono inutili!!Bisognerebbe pagarli per ogni allievo che trova un posto di lavoro.Fallirebbero subito.
RispondiEliminaPerche non si fa formazione nelle scuole statali con l'aiuto di esperti, se necessario?
Genovese e' il maggior portatore di voti in Sicilia,il maggior sponsor del presidente Crocetta,il maggior fruitore dei contributi per la formazione.
A pensar male si fa peccato, pero' spesso s'indovina diceva Andreotti che i Democristiani li conosceva bene!