Pesce liocorno: a Milazzo un pesce raro che "sembra uscito dalla mitologia"

Straordinario spiaggiamento di un rarissimo Pesce liocorno (Lophotus lacepede) a Milazzo. Un pesce raro che "sembra uscito direttamente dalla mitologia" è stato ritrovato sulle coste siciliane. Nel momento in cui è arrivato a riva, ha rilasciato un liquido denso da una sacca sul suo corpo, un comportamento difensivo che ricorda quello dei cefalopodi 15/02/2026 - Una rara e impressionante creatura marina abissale è stata recentemente ritrovata spiaggiata sulle coste della Sicilia, suscitando l'interesse di scienziati e residenti. Lo spiaggiamento è avvenuto sulla spiaggia del Circolo del Tennis e della Vela Milazzo, proprio davanti al mio centro immersioni (il Capo Milazzo Diving Center). Si tratta del cosiddetto pesce lacepede (Lophotus lacepede) detto anche liocorno, una specie che raramente compare nel Mediterraneo e che assomiglia più a una creatura mitologica che a un pesce comune. L'animale è stato avvistato giovedì sulla spiaggia di Milazzo. Secondo il biologo C...

MONTE DI PIETA’: DOMANI INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA “LEGAMI” DI KATIA LUPO’

Messina, 15 febbraio 2013 - Domani 16 febbraio, alle ore 18, un nuovo appuntamento con l’Arte contemporanea. Le prestigiose sale espositive del Monte di Pietà ospiteranno fino al 3 marzo 2013 la mostra “Legami” dell’artista messinese Katia Lupò”.
La manifestazione è promossa dall’assessorato provinciale alle Politiche culturali e curata da Saverio Pugliatti, consulente per gli eventi culturali del presidente della Provincia regionale. Inaugura l’assessore provinciale alle Politiche culturali, Giuseppe Crisafulli.
Saranno presenti i critici d’arte Luigi Ferlazzo Natoli e Teresa Pugliatti.

“KATIA LUPÒ TRA CAMPI COLORATI E VIBRAZIONI INTERIORI”

Le opere di Katia Lupò al Monte di Pietà suscitano in chi le guarda una doppia riflessione. Naturalmente dico ciò senza alcuna sicurezza di avere inteso correttamente l’intento dell’artista o il messaggio che vuole inviare, ma con la consapevolezza di chi – critico d’arte o non – esprime un giudizio. Né può essere considerata “autentica” l’interpretazione dell’artista/autore, poiché una volta uscita dalla mente, dal cuore e dalle mani del creatore, l’opera vive di luce propria e suscita effetti che possono convergere o divergere tra loro.
Questa premessa, se volete scontata e tante volte sentita, serve anche ad eventualmente giustificare la diversa sensibilità con la quale i curatori della mostra cercano di definire la pittura di Katia Lupò inserendola nel panorama storico-artistico- contemporaneo non solo messinese e italiano, ma anche internazionale.
Ciò detto il back ground della Lupò presenta degli elementi ineccepibili nel passaggio, come lei ammette, dal figurativo iniziale, “ispirato dalle più importanti avanguardie del Novecento” alla pittura informale, sul finire degli anni Ottanta, grazie alla frequentazione della bottega del maestro Enzo Celi. E, come precisa ancora Katia, “inizialmente ho seguito le tracce dell’espressionismo astratto, ma la mia formazione matematica e quindi rigorosa mi ha spinto a portare ordine tra macchie, schizzi e colate”.
Di quanto dice K. si deve tenere conto perché dalle mostre degli inizi degli anni Novanta a quella odierna il percorso artistico emerge con chiarezza. Ho avuto modo di occuparmi di Katia Lupò scrivendo il 28 novembre 2000 per la Gazzetta del Sud “Artisti messinesi conquistano Padova”, tra i quali per l’appunto c’era la nostra Katia.

Bene, allora, non dirò nulla di nuovo osservando che Katia Lupò ha bene appreso la lezione di due grandi maestri come Rothko e Burri (Prima riflessione), ma aggiungendovi le proprie pulsioni interiori e la ricerca di legàmi tra passato e presente (Seconda riflessione) in una proiezione futuribile che ancora non s’intravede se non nella impressione che tra i campi di colore emergono impulsi dell’inconscio, trascritti in linee fluttuanti, ma intersecantesi, come forme di scrittura giapponese, per dirla con Teresa Pugliatti o come, direi io, una sorta di linguaggio crittografico.
Insomma, Katia si muove tra i campi di colore di Rothko e i sacchi di Burri, ma i colori sembrano più caldi e intensi rispetto a quelli di Rothko, mentre le tele grezze emergono talvolta timidamente tra i campi di colore al contrario di quelle di Burri decisamente più aggressive.

(Luigi Ferlazzo Natoli)

Commenti