
Palermo, 05/03/2013 – Approvato ieri dalla Giunta regionale siciliana il ddl con il quale vengono abolite le 9 Province Regionali della Sicilia, che dovranno essere sostituite dai liberi consorzi di comuni, come previsto dallo Statuto speciale della Regione Siciliana. Ora il ddl sarà inviato alla commissione Affari istituzionali dell'Ars per la conversione
definitiva. Ci si interroga adesso sul destino del patrimonio delle ‘vecchie’ Province Regionali, a partire dal personale, che dovrebbe essere occupato nelle nuove aggregazioni di comuni e in attività ed enti emanazione della Regione Siciliana o dei Comuni siciliani.
In quanto al risparmio derivante da tale epocale decisione, destinata pure a dare attuazione al tanto dibattuto taglio dei costi della politica, una parte delle somme cosi risparmiate dovrebbero servire a finanziare il reddito minimo di solidarietà (circa 110 mln), mentre 12 mln relativi al risparmio delle indennità destinate a presidenti, assessori e consiglieri concorrerebbe ad altre forme di intervento sociale.
Pure gli Iacp, istituti autonomi case popolari cessano di esistere con il ddl approvato ieri sera dalla Giunta regionale Crocetta, che si fregia d’essere così la prima regione d’Italia ad avere dato attuazione ala soppressione delle Province Regionali.
Il provvedimento era stato annunciato nella seduta dell’ARS dell 28 febbraio scorso, quando il presidente Ardizzone annunciava che la Commissione era “stata convocata per martedì, 5 marzo prossimo venturo, per concludere l’esame e licenziare per l’Aula il testo del disegno di legge in materia di province regionali. La discussione del disegno di legge in Aula - aveva detto - dovrà avvenire a partire dal 6 marzo prossimo venturo. Ricordo, altresì, che, ai sensi dell’articolo 68 bis del Regolamento interno, qualora la Commissione non dovesse licenziare il testo per l’Aula entro la data indicata, sarà cura di questa Presidenza individuare il testo base sul quale avviare la discussione in Aula”.
La seduta dell’ARS è rinviata a domani, mercoledì 6 marzo 2013 alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno: Interventi urgenti per l'esercizio dell'attività della pesca nella provincia di Palermo.
Annullamento del decreto di autorizzazione alla costruzione del rigassificatore LNG di Porto Empedocle, al confine del Parco archeologico Valle dei Templi di Agrigento.
Iniziative urgenti circa l'elettrodotto della zona della Valle del Mela (Rizziconi Sorgente).
Dopo quasi 70 anni Crocetta mette in pratica lo statuto Siciliano che dice;
RispondiElimina"ARTICOLO 15
1. Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne derivano sono
soppressi nell'ambito della Regione siciliana.
2. L'ordinamento degli enti locali si basa nella Regione stessa sui Comuni e sui
liberi Consorzi comunali, dotati della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria.
3. Nel quadro di tali principi generali spetta alla Regione la legislazione esclusiva e
l'esecuzione diretta in materia di circoscrizione, ordinamento e controllo degli enti locali."
Questa e' una delle tante inadempienze a danno dei Siciliani che i nostri onorevoli hanno perpetrato: ed e' la minore.
Forza Crocetta, vai avanti cosi e metti a nudo i cosidetti politici.
Continuate,c'è ancora tanto da eliminare, è indispensabile per dare un minimo di prospettiva alla Sicilia che produce a cui devono arrivare al piu' presto aiuti finanziari e legislativi per restare vivi.
RispondiEliminaProssimo passo mandare a casa e a calci nel sedere tutti quei matusalemme che ancora si trovano nell'assemblea .Allora si che si può cominciare a parlare di rinnovamento.
RispondiEliminacrocetta renda giustizia alla valle del belice pubblicamente con tanto di richiesta di perdono.l'abolizione delle province riunifica finalmente questo territorio che non è più ai margini di capoluoghi lontani...per questo siamo in festa in tutta la valle...
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