Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

SALVARE TELESPAZIO DELLO SCANZANO E I SUOI LAVORATORI, MOZIONE DI CAPUTO CON FONTANA, GERMANÀ E ASSENZA

Palermo, 20/03/2013 - “Rilanciare il centro Telespazio dello Scanzano, attraverso una collaborazione con la Regione, significherebbe evitarne la ventilata chiusura, salvare il posto di lavoro di 26 qualificatissimi dipendenti e un fiore all’occhiello per la Regione stessa” lo dice il
vicepresidente della commissione Attività produttive, Salvino Caputo, presentando una mozione che impegna il presidente Crocetta e gli assessori competenti in tal senso.

La Teslespazio spa è una joint venture fra Finmeccanica, socia di maggioranza, e Thales che ne detiene il 33%; è tra i maggiori operatori mondiali nella gestione dei satelliti, nei servizi di osservazione della Terra, di navigazione satellitare e di servizi di connettività integrata; ha sedi italiane in Abruzzo, Lombardia, Basilicata, tutte in attivo e perfettamente funzionanti: unico neo, il centro che insiste nell’areale di Piana degli Albanesi, con perdite di due milioni all’anno.

“Non è un’attività che sviluppi alcun tipo di inquinamento – sottolinea Caputo – mentre rimane fra quelle tecnologiche delle quali ormai il mondo moderno non può più fare a meno. Farla morire o dislocare diventerebbe una jattura anche per il nostro territorio regionale”.
Per questo, nell’atto ispettivo firmato anche da Giorgio Assenza, Nino Germanà e Vincenzo Fontana, si fa riferimento alla fattiva collaborazione che gli altri centri nella Penisola hanno con le Regioni di appartenenza. “Non rimaniamo ultimi o, addirittura, esclusi anche in questo”, concludono i quattro firmatari.



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