Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

SALVARE TELESPAZIO DELLO SCANZANO E I SUOI LAVORATORI, MOZIONE DI CAPUTO CON FONTANA, GERMANÀ E ASSENZA

Palermo, 20/03/2013 - “Rilanciare il centro Telespazio dello Scanzano, attraverso una collaborazione con la Regione, significherebbe evitarne la ventilata chiusura, salvare il posto di lavoro di 26 qualificatissimi dipendenti e un fiore all’occhiello per la Regione stessa” lo dice il
vicepresidente della commissione Attività produttive, Salvino Caputo, presentando una mozione che impegna il presidente Crocetta e gli assessori competenti in tal senso.

La Teslespazio spa è una joint venture fra Finmeccanica, socia di maggioranza, e Thales che ne detiene il 33%; è tra i maggiori operatori mondiali nella gestione dei satelliti, nei servizi di osservazione della Terra, di navigazione satellitare e di servizi di connettività integrata; ha sedi italiane in Abruzzo, Lombardia, Basilicata, tutte in attivo e perfettamente funzionanti: unico neo, il centro che insiste nell’areale di Piana degli Albanesi, con perdite di due milioni all’anno.

“Non è un’attività che sviluppi alcun tipo di inquinamento – sottolinea Caputo – mentre rimane fra quelle tecnologiche delle quali ormai il mondo moderno non può più fare a meno. Farla morire o dislocare diventerebbe una jattura anche per il nostro territorio regionale”.
Per questo, nell’atto ispettivo firmato anche da Giorgio Assenza, Nino Germanà e Vincenzo Fontana, si fa riferimento alla fattiva collaborazione che gli altri centri nella Penisola hanno con le Regioni di appartenenza. “Non rimaniamo ultimi o, addirittura, esclusi anche in questo”, concludono i quattro firmatari.



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