Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

DE MAIO (LA DESTRA), CASO MARÒ: “DETENUTI ILLEGALMENTE, L’ESAME BALISTICO CHIARISCE CHE NON SONO STATI LORO”

Roma, 27/04/2013 - Dalla perizia balistica emerge che il calibro del proiettile sparato non è 5,56 come quello in dotazione ai nostri marò ma 7,62 e l’India fa ciò che vuole. In questa vicende, siamo stati spettatori inorriditi dalle azioni scellerate di chi aveva responsabilità di governo e comando ed è ancora al suo posto in quanto difeso nelle sedi Parlamentari proprio da chi afferma di voler tutelare il Comparto Sicurezza e Difesa Italiano e proviene da AN.

Lo dichiara Salvatore De Maio de La Destra – che continua – In questa vergognosa vicenda, sospettiamo fortemente che chi ha avuto responsabilità politico militari, ha commesso dei reati a vario titolo e di vario genere, mai si era visto che un paese invadesse il territorio sovrano di una nave Italiana dopo averla circondata e condotta sotto la minaccia delle armi da acque internazionali all’interno del proprio porto. Mai si era visto che Politici e vertici Militari consegnassero spontaneamente due Militari Italiani in missione nelle mani di un paese straniero dove vige la pena di morte, violando convenzioni internazionali.

Mai si era visto commettere la gravissima violazione di non rispettare l’immunità diplomatica del nostro Ambasciatore prevista dall’art. 29 della Convenzione di Vienna. Mai si erano visti incaricati di Istituzioni assistere a tutto ciò supinamente. ancora una volta - conclude - esortiamo il prossimo Governo e il Parlamento tutto, ha intraprende azioni risolutive e urgenti che servano per il rientro dei nostri Fucilieri di Marina e promuova l’avvio di tutte le procedure giuridiche atte al raggiungimento di tale obiettivo, si istituisca una commissione Parlamentare di Inchiesta. Ribadiamo la nostra vicinanza ai nostri Fucilieri e alle loro famiglie.

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