Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

“CAPO D’ORLANDO THEATER” CHIUDE CON “LA FORTUNA CON LA EFFE MAIUSCOLA”

Sarà “La fortuna con la effe maiuscola” a chiudere la tredicesima edizione di “Capo d’Orlando Theater”
Capo d’Orlando (Me), 13/05/2013 - Il settimo appuntamento, scelto dal direttore artistico della rassegna il dott. Salvatore Monastra che rappresenta uno dei classici del teatro napoletano, è stato scritto a quattro mani da Eduardo De Filippo e Armando Curcio.
Al Cineteatro “Rosso di San Secondo”, mercoledì 15 maggio (dalle ore 21.00), sotto la Regia di Gilberto Idonea (anche protagonista della pièce teatrale), reciteranno diversi e tutti bravi attori: Giacinto Ferro, Mimmo Gennaro, Mario Opinato, Bruno Torrisi e con Margherita Mignemi, Plinio Milazzo, Nellina Fichera,Pippo Marchese, Simone Pappalardo, Salvo Disca, Lucilla Toscano, Maria Caico, Antonia Floris.

“La fortuna con la effe maiuscola” narra della famiglia Ruoppolo che versa in una povertà assoluta ed è formata da: padre, madre e figlio, anzi figliastro. In effetti questi tre soggetti sono stati provati da ogni sventura, sottoposti alla più completa indigenza e cercano di sopravvivere come meglio possono. Il figliastro Erricuccio, tra l’altro, soffre di epilessia e provoca ulteriore dispiacere ai coniugi Ruoppolo, che lo hanno adottato. All’improvviso si catapulta sulla famigliola un insieme di fortuna a catena: l’avvocato, che dà lavoro, come scrivano, al protagonista Giovanni, gli dà un aumento, e gli propone un affare di parecchi soldi in cambio del riconoscimento come padre di un suo cliente; un notaio che porta ad Erricuccio la notizia del decesso, in America, del fratello di Giovanni con relativa eredità composta da svariati contanti, più una villa a Capri, oro, perle e brillanti.

Naturalmente, la fortuna “deve sempre costare qualche cosa!”. E, infatti, ecco complicarsi la storia con una serie di avvenimenti funesti: Erricuccio perde la parola in seguito alle minacce di un marito “cornuto” che insegue l’amante della moglie; Giovanni scopre l’illegalità del riconoscimento di un figlio falso che gli costerebbe cinque anni di carcere; il testamento ha una clausola (come al solito!) che impedisce a Giovanni di ereditare qualora avesse figli. In questo caso tutto il malloppo passerebbe nelle mani dell’odioso “barone”, che Giovanni ha riconosciuto come figlio legittimo. Ecco che interviene di nuovo la fortuna (facendo ritornar la parola ad Erricuccio), ma soprattutto l’intelligenza del protagonista, che decide di sacrificare cinque anni di libertà pur di ottenere l’eredità agognata e si denuncia per falso in atto pubblico. Finale commovente, con il gesto inaspettato di un ragazzo insano di mente come Erricuccio, che rinuncia al suo amato berretto di lana, affinché esso faccia compagnia in galera al patrigno, anzi, al padre.

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