Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

METANIZZAZIONE SICILIA, SEQUESTRO DURO COLPO A COSA NOSTRA

Roma, 22 maggio 2013 – “Con il sequestro dei beni del valore di 48 milioni di euro si infligge un duro colpo a Cosa nostra, che aveva gestito il grande affare della metanizzazione in Sicilia e in altre aree del Mezzogiorno. Già da tempo avevo denunciato gli interessi della mafia in questo settore.
Addirittura nel 2007 fui aggredito verbalmente nel corso di un incontro pubblico a Tagliacozzo, in Abruzzo, da un imprenditore colluso e successivamente arrestato”. Lo dice il capogruppo del Pd in Commissione Giustizia al Senato, Giuseppe Lumia.
“Adesso – aggiunge – è necessario coadiuvare l’azione della magistratura e delle forze dell’ordine migliorando il controllo di legalità sulle imprese, introducendo il conto dedicato per le imprese che si aggiudicano gli appalti al fine di controllarne tutti i movimenti finanziari e riducendo al minimo il sistema dei subappalti per impedire le infiltrazioni di imprese mafiose o vicine a Cosa nostra”.

“Ancora un ottimo lavoro a Palermo da parte della Guardia di Finanza e della DIA, che questa mattina hanno sequestrato complessivamente beni per oltre 70 milioni di euro. Desidero esprimere il mio più vivo apprezzamento al direttore della DIA Arturo De Felice, così come al capo centro D’Agata, ai loro uomini e alla Guardia di Finanza di Palermo, realtà eccellenti che stanno ottenendo risultati egregi e oltre tutte le aspettative nella lotta alla mafia, all’imprenditoria collusa e alle infiltrazioni nella pubblica amministrazione”.
Lo ha detto Sonia Alfano, presidente della Commissione Antimafia Europea, commentando gli esiti delle indagini compiute dalla DIA e dalla Guardia di Finanza che questa mattina hanno portato rispettivamente ai sequestri di beni per 25 milioni all’imprenditore Vitrano e per 48 milioni di euro agli eredi dell’imprenditore Ezio Brancato. In entrambi i casi, l’ombra di boss di spicco di Cosa Nostra, tra i quali il superlatitante Matteo Messina Denaro.

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