Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

METANIZZAZIONE SICILIA, SEQUESTRO DURO COLPO A COSA NOSTRA

Roma, 22 maggio 2013 – “Con il sequestro dei beni del valore di 48 milioni di euro si infligge un duro colpo a Cosa nostra, che aveva gestito il grande affare della metanizzazione in Sicilia e in altre aree del Mezzogiorno. Già da tempo avevo denunciato gli interessi della mafia in questo settore.
Addirittura nel 2007 fui aggredito verbalmente nel corso di un incontro pubblico a Tagliacozzo, in Abruzzo, da un imprenditore colluso e successivamente arrestato”. Lo dice il capogruppo del Pd in Commissione Giustizia al Senato, Giuseppe Lumia.
“Adesso – aggiunge – è necessario coadiuvare l’azione della magistratura e delle forze dell’ordine migliorando il controllo di legalità sulle imprese, introducendo il conto dedicato per le imprese che si aggiudicano gli appalti al fine di controllarne tutti i movimenti finanziari e riducendo al minimo il sistema dei subappalti per impedire le infiltrazioni di imprese mafiose o vicine a Cosa nostra”.

“Ancora un ottimo lavoro a Palermo da parte della Guardia di Finanza e della DIA, che questa mattina hanno sequestrato complessivamente beni per oltre 70 milioni di euro. Desidero esprimere il mio più vivo apprezzamento al direttore della DIA Arturo De Felice, così come al capo centro D’Agata, ai loro uomini e alla Guardia di Finanza di Palermo, realtà eccellenti che stanno ottenendo risultati egregi e oltre tutte le aspettative nella lotta alla mafia, all’imprenditoria collusa e alle infiltrazioni nella pubblica amministrazione”.
Lo ha detto Sonia Alfano, presidente della Commissione Antimafia Europea, commentando gli esiti delle indagini compiute dalla DIA e dalla Guardia di Finanza che questa mattina hanno portato rispettivamente ai sequestri di beni per 25 milioni all’imprenditore Vitrano e per 48 milioni di euro agli eredi dell’imprenditore Ezio Brancato. In entrambi i casi, l’ombra di boss di spicco di Cosa Nostra, tra i quali il superlatitante Matteo Messina Denaro.

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