Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

NIBALI, L'INVINCIBILE YETI SALVA L'EPICA DELLA CORSA (SU IL GIORNALE.IT)

Segnaliamo un interessante articolo di Cristiano Gatti su Il Giornale, sull'impresa del campione messinese Vincenzo Nibali, vincitore del 96.mo Giro d'Italia, sulle Tre Cime di Lavaredo:
Il Giro On Ice ha il suo invincibile yeti, Vincenzo Nibali. Oltre la vittoria, assieme alla vittoria, c'è la lezione normale di un italiano serio. Vince il migliore. Vince la faccia buona del giovane campione. Senza cresta, senza tatuaggi, senza orecchini: vince un altro modo di essere campione. La lezione normale di questo italiano serio diventa eccezionale

26/05/2013 - Il Giro On Ice ha il suo invincibile yeti: Vincenzo Nibali. Oltre la vittoria, assieme alla vittoria, c'è la lezione normale di un italiano serio. Di un messinese partito da bambino verso il Nord, sulle orme della fortuna, inseguendo il suo traguardo. Sempre sudare, sempre sudare. Sempre soffrire, sempre soffrire. Sempre salire, sempre salire. L'arrivo finale sta quassù, nascosto dalla tormenta, a temperature polari, dove osano le ciaspole.

Nibali alza il pugno al cielo dopo la fuga solitaria in maglia rosa, al modo dei campioni. La sua lezione normale è molto semplice e molto elementare: quando il momento è difficile, l'italiano serio sa benissimo qual è il suo dovere. «C'erano tante persone che mi aspettavano nel gelo, c'era l'organizzazione che ha fatto di tutto per salvare la corsa, c'è il ciclismo che vuole tutelare la sua reputazione: ho cercato di rispondere nel solo modo che conosco, attaccando sulle Tre Cime, in maglia rosa. Dico grazie a tutti, spero che questa vittoria serva a qualcosa».

L'articolo completo di Cristiano Gatti su Il Giornale >>>

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