Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

ARCHITETTI AI SEI CANDIDATI A SINDACO: «CENTRO STORICO, PORTO E PROGETTI CONTEMPORANEI PER LA NUOVA CATANIA»

CATANIA, 06/06/2013 – Anche l’Ordine provinciale degli Architetti di Catania si distingue tra le forze sociali del territorio che hanno aperto un confronto costruttivo con i candidati a sindaco della città. Nelle ultime settimane infatti il Consiglio direttivo – presieduto da Luigi Longhitano – ha incontrato nella propria sede, in ordine cronologico, Lidia Adorno, Enzo Bianco, Matteo Iannitti, Tuccio
D’Urso, Maurizio Caserta e Raffaele Stancanelli. «Ciascun candidato ha considerato con attenzione i temi messi in luce dalla nostra categoria – afferma Longhitano – ad ognuno abbiamo proposto la designazione di un assessorato dedicato al centro storico, impegnato nello sviluppo delle grandi opere di architettura, nei progetti di sostituzione edilizia, e soprattutto sganciato da quello all’Urbanistica incentrato maggiormente sulla logistica nel contesto della imminente istituzione della città metropolitana».

Quali sono dunque le istanze che secondo l’Ordine etneo possono contribuire a un rinnovamento di Catania? «In primis, come anticipato, la questione del centro storico, assoluta priorità nel nuovo Piano regolatore generale – dichiara il presidente – non è più rimandabile la rigenerazione urbana e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente. Solo dopo sarà possibile utilizzare le risorse a disposizione. Siamo convinti, e lo ribadiamo da anni, che la rinascita del centro storico passi attraverso l’apporto dell’architettura contemporanea, rispettosa degli equilibri urbani. I professionisti etnei – continua Longhitano – hanno necessità e voglia di nuove concezioni e libertà progettuali, da estendere ai quartieri e alle periferie, perché vogliamo essere figli della nostra epoca e trasferire la modernità anche agli spazi che viviamo. Tutto questo è possibile senza consumare territorio, senza cioè costruire e aggiungere ulteriormente ma sostituendo gli edifici».

A questo è strettamente legata la richiesta di bandire concorsi d’architettura per le opere pubbliche importanti dove «a vincere è la qualità delle idee, a differenza delle attuali gare strutturate su criteri differenti».
Infine il “caso Porto”: secondo gli Architetti «lo scalo di Catania deve essere sì turistico ma mantenere la propria funzione mercantile sul modello di Genova. È indispensabile rivalutare in pieno il waterfront e dunque collegare concretamente la vita e il paesaggio dei quartieri che si affacciano sul Porto, alla sua attività. In altre parole recuperare quella perduta sinergia tra la città e il mare».

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