Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

ISTAT, GOLINI PRESIDENTE PRO-TEMPORE. CGIL: "UN FATTO DI PARTICOLARE GRAVITA'"

Barbi e Pantaleo (CGIL): "Se confermato che la nomina di Golini è "per il periodo durante il quale Enrico Giovannini, attuale Presidente, svolge le funzioni di Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali" ci troveremmo davanti a un fatto di particolare gravità. La nomina pro tempore non può, infatti...

Roma, 21 Giugno 2013 - La Presidenza del Consiglio dei Ministri, in relazione alla notizia della nomina di Antonio Golini a presidente pro-tempore dell’Istat, precisa quanto segue: Golini reggerà l’Istat per consentire che le funzioni monocratiche del presidente siano assolte e i poteri precipui del presidente siano esercitati; la nomina ha carattere temporaneo ed è legata all’avvio dell’iter di nomina del nuovo presidente;
l’ultimo presidente, Enrico Giovannini, si è dimesso. Attualmente è ministro del Lavoro.
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21/06/2013 - Comunicato stampa di Danilo Barbi Segretario confederale CGIL e Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

Apprendiamo dalle agenzie di stampa che sarebbe in corso di registrazione alla Corte dei Conti un decreto di nomina per una presidenza pro tempore dell’ISTAT. L’incarico è vacante a causa delle dimissioni, lo scorso 28 aprile, dell’ex presidente Enrico Giovannini, oggi Ministro della Repubblica. La presidenza sarebbe assegnata ad Antonio Golini, professore emerito di demografia, già membro del Consiglio dell'ISTAT, docente alla Sapienza di Roma e alla LUISS, presidente dell'IRP dal 1980 al 1996.

Se confermato quanto scritto dalle agenzie, ovvero che la nomina di Golini è "per il periodo durante il quale Enrico Giovannini, attuale Presidente, svolge le funzioni di Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali" ci troveremmo davanti a un fatto di particolare gravità. La nomina pro tempore non può, infatti, che riguardare solo ed unicamente il periodo necessario al Governo per affidare un nuovo incarico, avendo acquisito il parere positivo dei due terzi dei componenti delle commissioni parlamentari competenti, come prescrive il DPR 166/2010, a tutela dell’indipendenza dell’Istituto nazionale di statistica. Non è pensabile alcuna altra strada se non questa.

Sia chiaro: la nomina di un presidente, seppure a tempo, e non di un commissario, è quanto chiede la CGIL a garanzia di una funzione delicata come quella svolta dalla statistica pubblica, ma se quanto riportato dalla stampa risultasse vero ci troveremmo di fronte ad un errore imbarazzante da parte del Governo Letta.

La CGIL e la FLC ritengono prioritario l’avvio rapido dell’iter parlamentare per la nomina del nuovo presidente dell’ISTAT. Il combinato disposto dell’accentramento di funzioni in capo alla figura del Presidente dell’ISTAT contenute nell’ultimo riordino dell’Istituto e dell’improvvisa vacanza venutasi a creare, ha infatti precipitato l’Ente in un pesante stato di paralisi politica e gestionale. CGIL e FLC giudicano perciò necessario l’affidamento di un incarico ad interim, fino alla nuova nomina.
Il Governo ha gli strumenti per gestire questa vicenda e ci si aspetta che ciò sia fatto in modo rapido ed efficace.

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