Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

OMOFOBIA, ARCIGAY: “IN PARLAMENTO UNA LEGGE CHE RISCHIA DI ESSERE DEL TUTTO INUTILE, SE NON ADDIRITTURA DANNOSA”

Palermo, 24/07/2013 - Dopo anni e anni e anni di attese e speranze, in un Paese in cui, secondo tutti i rapporti internazionali, i diritti umani arretrano anche in conseguenza di una cultura fieramente omofoba, in Parlamento approda una legge contro l'omofobia che rischia di essere del tutto inutile, se non addirittura dannosa e discriminatoria. L'altro ieri la Commissione Giustizia della Camera dei deputati ha infatti terminato la discussione e votato il testo base che andrà alla Camera.
Il testo originario era composto da quattro articoli: l'introduzione del reato di omofobia e quello di transfobia, la definizione di orientamento sessuale e identità di genere e l'estensione anche ad orientamento sessuale e identità di genere dell’articolo 3 della legge Mancino del 1993 che prevede un’aggravante della pena per i reati penali commessi sulla base di "discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi".

Il nuovo testo invece è costituito da un solo articolo che introduce i nuovi reati di transfobia e omofobia, ed ha perso dalla formulazione originaria una parte fondamentale, ovvero la piena equiparazione con i crimini di odio e violenza contenuti nella legge Mancino nella parte delle aggravanti. La scelta di inserire "omofobia" e "transfobia" senza fornirne le definizioni rischia inoltre di rendere la legge inapplicabile.

In altre parole, se la legge dovesse rimanere questa, i tribunali non potranno applicarla, e se la applicassero la matrice omo- transfobica di un reato non sarebbe un'aggravante... e quindi applicarla sarebbe del tutto inutile!
Le modifiche al testo originario sono state concordate tra PD e PDL, e salutate con grande entusiasmo dai deputati di quest'ultimo partito.
I fanatici religiosi e gli omofobi della destra, che fanno della discriminazione verso le persone LGBT una bandiera, criticano persino questa legge edulcorata, organizzando veglie di preghiera, rosari e manifestazioni folcloristiche davanti Montecitorio, in un clima che sarebbe avvilente per qualsiasi paese civile. La loro tesi, del tutto fuorviante, è che estendere anche alle persone LGBT la legge Mancino violerebbe la libertà di opinione. Ovvero non sarebbe più possibile ad esempio sostenere che gli omosessuali sono malati, o escluderli da una squadra sportiva. Gli stessi campioni di discriminazione scordano che la legge Mancino protegge i cristiani dalle stesse discriminazioni che giudicano invece accettabili per gli omosessuali!

Ad opporsi, solo qualche voce isolata di Sel e, con grande forza e determinazione, i deputati del Movimento 5 Stelle, che paradossalmente vengono oggi accusati di ostruzionismo proprio verso questa legge inutile, presentata da molti media come rivoluzionaria e positiva.
Le persone LGBT in Italia oggi sono schiacciate, stritolate da un lato da una politica debole, che fa compromessi calpestando i diritti delle persone, e dall'altro da fanatici che rivendicano la libertà di insultare e discriminare milioni di persone senza subire nessuna conseguenza. Nel frattempo, fuori dai palazzi del potere, gli adolescenti gay continuano a suicidarsi, le persone trans vengono sbattute fuori casa da famiglie transfobiche e non trovano lavoro, coppie di lesbiche o di gay vengono menate per strada da talebani nostrani che vogliono "difendere i bambini".

Oggi la politica marca una distanza totale e definitiva dalla comunità LGBT italiana, dalla civiltà dei diritti e dall'Unione Europea.
Il messaggio per noi cittadini LGBT, noi italiani che crediamo in un'Italia diversa non poteva essere più chiaro di così: siamo alieni, così da distanti da questa politica che a molti sembra arrivato davvero il momento di andarsene all'estero.

Le associazioni LGBT, e con esse anche Arcigay Palermo, chiedono all'unisono un atto di giustizia e di civiltà: la legge va discussa e approvata in aula, correggendola e reintroducendo l’art 3 sull'aggravante, senza cedere a ricatti e pressioni di lobby religiose e politiche. Come ha scritto Paola Brandolini, presidente di Arcilesbica, "Dopo decenni di promesse non mantenute, è giunto il tempo della giustizia: pretendiamo che il Parlamento si assuma appieno le sue responsabilità."

Commenti