Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

MI CHIAMANO COSÌ MA IL MIO NOME È LUCIA (RIINA), TELA E SETA RICAMO, SON TRANQUILLA E LIETA ED E' MIO SVAGO FAR GIGLI E ROSE

Mi chiamano Mimì, / ma il mio nome è Lucia. / La storia mia è breve. / A tela o a seta / ricamo in casa e fuori... / Son tranquilla e lieta / ed è mio svago / far gigli e rose. / Mi piaccion quelle cose / che han sì dolce malìa, / che parlano d'amor, di primavere, / che parlano di sogni e di chimere, / quelle cose che han nome poesia... / Lei m'intende? (Giacomo Puccini, da "La Bohème")
- Maria Callas)

Palermo, 29 agosto 2013 – Non poteva non suscitare risentimenti e polemiche l’intervista alla tv svizzera di Lucia Riina, ultimogenita del boss della mafia Totò Riina.
In una intervista rilasciata a RaiNews24, Roberta Iannì, figlia di Carmelo Iannì, l’albergatore palermitano ucciso il 28 agosto del 1980, ha manifestato la sua profonda indignazione per l’esposizione mediatica di cui Lucia Riina ha potuto gogere. “Ma ciò che mi ha indignato profondamente è quando la figlia del boss mafioso ha detto che il momento peggiore della sua vita è stato l’arresto del padre. Avrebbe piuttosto dovuto identificare il momento peggiore nelle uccisioni crudeli di cui Totò Riina è responsabile, direttamente o indirettamente”.

"La figlia di Riina la sua favoletta di brava figlia che ama quell'assassino di suo padre, ma che gli dispiace tanto per le vittime di mafia la vada a raccontare a qualcun altro" scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell'associazione vittime della strage di via dei Georgofili. "La smetta di rilasciare interviste a tanto il chilo -scrive riferendosi all'intervista alla tv svizzera - suo padre non ha ucciso qualcuno durante un raptus, ma ha macellato e fatto macellare scientificamente centinaia di poveri cristi che si sono trovati anche solo sulla sua strada come i nostri figli. Inorridisca una buona volta Lucia Riina davanti a tanto sangue innocente versato perche' quelle come lei potessero fare la bella vita".

Sonia Alfano ha commemorato Carmelo Iannì: “Aveva scelto di stare dalla parte giusta. Questo negli anni ‘80 significava morire. Carmelo Iannì, albergatore, concesse alla polizia la possibilità di infiltrarsi nel suo albergo per indagare su un gruppo di chimici marsigliesi, poi arrestati, venuti in Sicilia per insegnare ai boss il metodo di raffinazione dell’eroina. Ne pagò le conseguenze con il prezzo più alto, quello della vita. Dopo 33 anni, continua ad essere considerato una vittima di serie B. In realtà, Carmelo Iannì fu un eroe: davanti al suo sacrificio dobbiamo inchinarci e a lui dobbiamo rendere onore ogni giorno seguendone l’altissimo esempio”.

Lo ha detto Sonia Alfano, Presidente della Commissione Antimafia Europea e dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia.

La stessa Sonia Alfano afferma: “Anche oggi sui giornali si parla molto dell’intervista rilasciata dalla figlia di Totò Riina, Lucia, alla tv svizzera. Eppure, neanche una parola da parte delle Istituzioni. Cosa aspettano a prendere le distanze?”.
Sonia Alfano, Presidente della Commissione Antimafia Europea, interviene nuovamente in merito alle recenti dichiarazioni di Lucia Riina e sulla mancata presa di posizione da parte delle Istituzioni italiane.

“Questo silenzio è imbarazzante - aggiunge Sonia Alfano - e trovo che anche questa circostanza sia riprovevole: l’apologia del boss da parte della figlia è un fatto che non interessa soltanto le vittime e i loro familiari, ma in primis lo Stato, quello che ha perso i suoi uomini migliori per mano mafiosa”.

''Sono i miei genitori, siamo cattolici e devo dell'amore a mio padre e mia madre'', afferma Lucia Riina, ricordando che a casa pregavano tutte le sere e che il momento piu' brutto della sua vita fu l'arresto di suo padre. '

"La prossima volta che rilascia una intervista del genere penseremo seriamente a cercare la possibilita' di querelarla per lesa memoria dei nostri morti torturati e massacrati come cani dal macellaio di via dei Georgofili Salvatore Rina. Inoltre bastano le nostre di televisioni che esaltano i figli dei criminali , non ci si mettano anche quelle svizzere , guardino in casa loro e scopriranno cosi' che capi mafia come Riina Salvatore non ne hanno mai avuti e che non e' il caso -conclude- di dare voce alla loro progenie".

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