“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

CIMINO (VS): ”LA SICILIA DICA ‘NO’ A STIPENDIO E INDENNITÀ INTEGRATIVA ALLE CARICHE ASSEMBLEARI DELL’ARS”

Agrigento, 01/09/2013 – “La Sicilia recepisca il decreto del 21 maggio scorso del Presidente Letta. Il no allo stipendio e all’indennità integrativa, deve poter applicarsi alle cariche assembleari dell’Assemblea Regionale Siciliana di questori, presidenti, vice presidenti e segretari di commissione. Questo sarebbe il vero rigore di un Parlamento vicino al proprio territorio”.
Lo ha dichiarato il deputato regionale e leader di Voce Siciliana, l’on. Michele Cimino.

Il decreto del 21 maggio del Presidente Letta dice stop al doppio stipendio per ministri e sottosegretari, pure se non parlamentari, come stabilisce la Ragioneria dello Stato con propria circolare: dal 20 luglio anche per i membri del governo non parlamentari non potranno cumulare stipendio pubblico e indennità di governo. Dovranno perciò optare come deciso dal governo Letta con il decreto legge del 21 maggio scorso. Il Decreto dispone che i componenti del Parlamento con funzioni di membri del governo non possono cumulare il trattamento previsto dalla legge 212 del 1952 (stipendio e indennità integrativa spettante ai ministri e ai sottosegretari) con l’indennità parlamentare sancita dalla legge 1261 del 1965 o con il trattamento economico per il quale abbiano eventualmente optato come dipendenti pubblici.

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