Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

CRACOLICI SI DIMETTE PER CONTRASTI SUI TAGLI AI COSTI DELLA POLITICA DOPO LA 'TERAPIA' CUPERLO

Palermo, 18/09/2013 - Antonello Cracolici (Pd), presidente della commissione regionale istituita dalla Presidenza dell'Assemblea regionale per recepire i tagli contenuti nel decreto Monti sulla spending rewiew, si è dimesso, per i contrasti all'interno della commissione sulla quantificazione dei tagli alle indennità e agli altri emolumenti percepiti dai parlamentari regionali.
Domenica 15 settembre a Villa Filippina, a Palermo, Cracolici aveva ospitato Gianni Cuperlo, candidato alla segreteria nazionale PD, per un incontro con i militanti e gli elettori per parlare del futuro del Partito Democratico.

Presenti all’incontro i deputati Franco Ribaudo, Magda Culotta, Tonino Moscatt, il deputato regionale Giovanni Panepinto, numerosi amministratori e dirigenti del partito in Sicilia.

Cuperlo - si legge sul sito dell'on. Franco Ribaudo - rispondendo alle domande del giornalista Enrico Del Mercato, ha esposto ad pubblico numeroso e attento il proprio programma e il proprio modello di partito, che mette al centro la democrazia e non il singolo uomo al comando. “Un partito – ha detto – non è il suo leader, questa sarebbe una visione parziale e riduttiva. Un partito è invece la sua cultura politica, la sua storia, i suoi valori. In questo senso il Pd deve rinnovare molto di sé, ma almeno parliamo di una forza viva, aperta, dinamica, che non si fonda su un solo leader alla guida”. “Ci troviamo nel sesto anno della più profonda crisi dell’ultimo secolo, e per risorgere se ne devono comprendere le cause profonde.

“Occorre capire la differenza tra il modello di società della destra, che viene guidata dalle leggi dell’economia, e quella della sinistra, che viene governata dalla politica”. “C’è poco da fare – ha aggiunto -, se per anni a milioni di persone senza reddito o con risorse vitali insufficienti, la politica ripete solamente “ti pagherò domani” ma quel domani non arriva mai, allora il minimo che puoi attenderti è una esplosione di rabbia, disperazione e, appunto, l’astensione dalle urne”. “La vera partita da giocare sta nella capacità di restituire un senso alla rappresentanza”. Cuperlo ha così esposto la propria idea di democrazia, intesa come “recupero dell’identità di un partito e dell’insieme di valori comunitari”. Mentre “il primo obiettivo del nuovo segretario deve essere quello di ricollocare il Pd in Italia e in Europa, restituendo al progetto politico della sinistra italiana la sua carica innovativa”.

E sulla pagina FB di Cracolici Remo Pulcini scrive: "Crocetta ha avuto tanto dal Web e presto potrebbe avere meno. Il Governo della Rete e' per pochi". E Letizia Parlato: "Ciao Antonello sono venuta domenica mi sono annoiata era un comizio mica un aperitivo mi hai ingannata".

In precedenza Antonello Crarcolici aveva scritto: "A Rosario Crocetta dico, dei giapponesi apprezzo la saggezza, la dignità, la tenacia e la capacità di rialzarsi, sempre".

Maurizio Macagnone così rispondeva: "Cu i giapponesi 'un ci pottiru mancu 2 bumme atomiche! E Remo Pulcini: "Non capisco come potete far governare Crocetta che in pratica gestisce la Presidenza e tre Assesorati visto che una e' la segretaria e l'altra pende dalla sua bocca".

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