Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

MESSINA: “UNA CONQUISTA AVER RECUPERATO I 18 MILIONI DI EURO PER IL PIANO DI ZONA DISTRETTO D26 2010-2012”

Ma la Cisl di Messina rilancia: “Siamo gia’ in ritardo per il triennio 2013-2015. Procedere subito alla mappatura dei reali bisogni per la predisposizione dei nuovi progetti”
Messina, 2 settembre ’13 – “Recuperare 18 milioni di euro da destinare ai servizi socio-sanitari nel distretto D26 con il Comune di Messina capofila è già una conquista”.
E’ il commento di Paola Zito, segretaria confederale della Cisl Messina, durante la presentazione del Piano del Distretto Socio-Sanitario D26 2010-2012 tenutasi questa mattina a Palazzo Zanca alla presenza dell’assessore comunale Mantineo. “Da più di un anno – ha ricordato Paola Zito – la Cisl di Messina denunciava, con solleciti, richieste d’incontro e diffide, l’inerzia e l’incapacità politica e gestionale dei soggetti preposti alla tutela dei cittadini più deboli e bisognosi di cure e assistenza. A questo occorre aggiungere il rischio, espresso più volte con grande preoccupazione, per il mantenimento dei livelli occupazionali per gli operatori impiegati nei servizi”.

Un aspetto, quello lavorativo, di pertinenza del sindacato. “Vi sono – ha aggiunto la segretaria provinciale Cisl – lavoratrici e lavoratori spesso utilizzati con forme di contratto precarie e discontinue in un contesto in cui, invece, la continuità e la fidelizzazione nel ‘rapporto’ del servizio di assistenza sono elementi imprescindibili. I fondi ottenuti attraverso il Piano di Zona, che devono integrare i fondi e le attività già previste dai vari comuni e amministrazioni, potrebbero servire, oltre che a migliorare il servizio, anche a stabilizzare tutti i rapporti precari dei lavoratori impegnati nel settore”.
La Cisl di Messina ha ricordato, però, come il Piano di Zona appena presentato è quello del 2010-2012. “Siamo già in ritardo per la programmazione 2013-2015 – ha detto Paola Zito – bisogna muoversi immediatamente, procedendo intanto alla mappatura dei reali bisogni delle comunità e poi da subito avviare il confronto per la predisposizione delle aree in cui dovranno ricadere i progetti del nuovo Piano triennale di interventi”.

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