Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

PALERMO O L'EUROPA DI UNA VOLTA A PASSEPARTOUT

27/09/2013 - Nuovo appuntamento con Passepartout domenica 29 settembre alle 13.25 su Rai3. Philippe Daverio inizia ad affrontare la “questione normanna” puntando il suo obiettivo su Palermo. Quel che colpisce subito è la mescolanza di elementi stilistici bizantini, islamici e cristiano-romani che caratterizza il gusto di quell’epoca nella città. Il forte radicamento dell’Islam in Sicilia, l’atteggiamento tollerante dei Normanni sia verso gli
Arabi che verso Bisanzio e il cristianesimo romano, portarono infatti alla presenza di forme islamiche e bizantine nelle chiese di rito latino.

Giunti in Sicilia dalla Francia nel 1061, i Normanni affermarono il loro potere sull’isola nel corso degli anni successivi. Come in Normandia, in Inghilterra e in Puglia, questi “uomini del nord” si trasformarono da irrequieti predoni in cittadini stabilmente stanziati in un regno politicamente ben organizzato. “Un modello di integrazione culturale, stilistica e linguistica - dice Philippe Daverio - per certi versi addirittura più avanzato di quello che si riesce ad attuare oggi in Europa”. Daverio osserva tutti i principali documenti della presenza normanna nella città: gli edifici de La Cuba e de La Zisa, perfettamente inquadrati nelle loro geometrie architettoniche, la Cattedrale, il ponte gotico, la chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi e più in periferia il Castello di Ruggero.

Daverio visita poi le chiese della Martorana e di San Cataldo, costruite in uno dei luoghi più densi della città l’una nel 1143 sotto il regno di Ruggero II e l’altra vent’anni dopo nel periodo di Guglielmo I. Significativa per capire quello che era il mondo di allora la biografia del committente della chiesa della Martorana, Giorgio d’Antiochia, un siriano cristiano di cultura araba al servizio di Ruggero II, quindi in grado di intendere l’arco siriano, l’ogiva araba (che sarebbe diventata poi gotica in Europa) e la cultura visiva ieratica dei bizantini. Diversa, meno eclettica in apparenza, la chiesa di San Cataldo, perché qui già prevale quello stile “romanico romanzo” austero e militare che i Normanni e il papato alleato stavano diffondendo nel continente.

Infine Daverio entra nel Palazzo dei Normanni, edificio più volte rimaneggiato nei tempi successivi, che contiene comunque ancora dei documenti fondamentali. Come la Stanza di Ruggero, esempio eccellente di architettura civile, con decorazioni marmoree e mosaici splendenti, scene di caccia, magie orientali. Un incredibile paradiso sincretico dove i pavoni bizantini convivono con gli uccelli del Corano. Qui si è contemporaneamente e in modo armonico a Bisanzio e nel mondo arabo. Con punte di eccellenza nella Cappella Palatina dove la cripta, la parte più antica rimasta nel palazzo, rappresenta una fortissima testimonianza araba, mentre la parte superiore si propone in tutto il suo splendore regale con una ricca e densa commistione di elementi visivi e figurativi arabi e bizantini.

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