Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

IMMIGRATI, ALFANO: "DEVONO RISPETTARE LE NOSTRE LEGGI E NOI RISPETTEREMO I LORO DIRITTI"

Alfano: Gli immigrati devono rispettare le nostre leggi. La dichiarazione del vicepremier e segretario del Pdl, Angelino Alfano: “Quando gli immigrati arrivano da noi, noi rispettiamo i loro diritti e le leggi internazionali, ma loro devono rispettare le nostre leggi. Non possono incendiare i centri che li accolgono come a Milano o a Lampedusa. Il rischio é che diventi un problema di ordine pubblico, che noi gestiamo e gestiremo con tutta la forza necessaria per garantire ai cittadini di vivere sicuri nelle loro città


Roma, 22/10/2013 - "L’Italia é un paese accogliente, ma non può accogliere tutti. Il nostro Paese attraversa insieme all’Europa un grave momento di difficoltà economica. L’accoglienza é un punto fermo, ma altrettanto fermo é il fatto che non si può accogliere tutti. L’Europa prenda atto con concretezza e senza chiacchiere del fatto che la gran parte dei migranti che arrivano nel nostro paese vogliano andare da un’altra parte. Dobbiamo bloccare i mercanti di morte, impedire che acquisiscano risorse illecite attraverso il mercanteggiamento di donne e bambini.

Ma l’Europa deve anche proteggere la frontiera italiana. Dobbiamo essere realisti: da soli siamo chiamati a un compito che non é solo nostro, proteggere il confine europeo. Questo é il punto centrale. Vogliamo essere accoglienti ma vogliamo difendere il futuro dei giovani italiani e dare sicurezza ai cittadini".

Da quando, con il sistema di Shengen, sono cadute le barriere tra gli Stati europei, le frontiere dei Paesi esterni sono diventate le frontiere dell'intera Europa. Ed è tornata di strettissima attualità, dopo la tragedia di Lampedusa, la cooperazione giudiziaria e di polizia per controllare meglio le proprie frontiere esterne dell'Unione europea.
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Europarlamento approva Eurosur

Questo è l'obiettivo di Frontex, l'Agenzia europea per il coordinamento del controllo delle frontiere esterne dell'Unione, che è diventato anche quello della neonata rete Eurosur, approvata due settimane fa dal Parlamento europeo. "Eurosur è un meccanismo che consentirà di fare controllo delle frontiere all'interno delle azioni di Frontex", spiega il ministro della Difesa Mario Mauro.

In termini operativi significa che Eurosur è assimilabile a un nuovo sistema di condivisione delle informazioni per gestire le frontiere tra gli Stati membri per migliorare l'individuazione, la prevenzione e la lotta alla criminalità transfrontaliera, ma che contribuirà anche a salvare la vita dei migranti in pericolo.

Cooperazione tra le forze di polizia europee
Fenomeno migratorio che si è fatto più consistente dopo la "Primavera araba" e la crisi siriana, diventando ancora più un problema da affrontare in chiave internazionale di cooperazione tra le forze di polizia.

Nuove tecnologie e intervento europeo
L'entrata in vigore di Eurosur è prevista per il 2 dicembre prossimo per 18 Paesi Ue, tra cui l'Italia, e dal 1 dicembre 2014 diventerà realtà effettiva anche per il resto dell'Unione. Uno degli aspetti più importanti che Eurosur introduce è quello della classificazione delle frontiere in base al livello di impatto con i flussi migratori. La frontiera italiana, più sensibile di altre, finalmente potrà disporre dell'intervento europeo e di nuove tecnologie all'avanguardia.

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