Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

PAPA FRANCESCO: AFFRONTARE IL PROBLEMA DELL'INTOLLERANZA PROMUOVENDO LA RECIPROCA COMPRENSIONE

Città del Vaticano, 24 ottobre 2013 (VIS) - Questa mattina, Papa Francesco, nel ricevere una Delegazione del “Simon Wiesenthal Center”, organizzazione internazionale ebraica per la difesa dei diritti umani, ha elogiato l'impegno nel "combattere ogni forma di razzismo, intolleranza e antisemitismo, preservando la memoria della 'Shoah' e promuovendo la comprensione reciproca mediante la formazione e l'impegno sociale". Papa Francesco ha ricordato che l'incontro con il "Simon Wiesenthal Center" era stato fissato già da tempo da Papa
Benedetto XVI "al quale - ha detto - va sempre il nostro affettuoso pensiero e la nostra preghiera".

"Ho avuto modo di ribadire più volte in queste ultime settimane - ha proseguito il Papa - la condanna della Chiesa per ogni forma di antisemitismo. Oggi vorrei sottolineare come il problema dell’intolleranza debba essere affrontato nel suo insieme: là dove una minoranza qualsiasi è perseguitata ed emarginata a motivo delle sue convinzioni religiose o etniche, il bene di tutta una società è in pericolo e tutti dobbiamo sentirci coinvolti. Penso con particolare dolore alle sofferenze, all’emarginazione e alle autentiche persecuzioni che non pochi cristiani stanno subendo in diversi Paesi del mondo. Uniamo le nostre forze per favorire una cultura dell’incontro, del rispetto, della comprensione e del perdono reciproci".

"Per la costruzione di una tale cultura, vorrei sottolineare in particolare l’importanza della formazione: una formazione che non è solo trasmissione di conoscenze, ma passaggio di una testimonianza vissuta, che presuppone lo stabilirsi di una comunione di vita, di una 'alleanza' con le giovani generazioni, sempre aperta alla verità. Ad esse, infatti, dobbiamo saper trasmettere non solo delle conoscenze circa la storia del dialogo ebraico-cattolico, circa le difficoltà attraversate e circa i progressi compiuti negli ultimi decenni: dobbiamo soprattutto essere in grado di trasmettere la passione per l’incontro e la conoscenza dell’altro, promuovendo un coinvolgimento attivo e responsabile dei nostri giovani. In questo, l’impegno condiviso a servizio della società e dei più deboli riveste grande importanza".
Papa Francesco ha concluso il suo discorso esortando i membri del "Simon Wiesenthal Center" a continuare "a trasmettere ai giovani il valore dello sforzo comune per rifiutare muri e costruire ponti tra le nostre culture e tradizioni di fede. Andiamo avanti con fiducia, coraggio e speranza. Shalom!".

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