Caro spiaggia: le spiagge siciliane le più economiche, ma i prezzi dei servizi corrono molto di più rispetto alla media nazionale

Caro spiaggia: la Sicilia resta la regione più economica d'Italia, ma i prezzi crescono  Secondo i dati della ricerca annuale sui costi dei servizi balneari, realizzato  dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori in collaborazione con la Fondazione Isscon,  le spiagge siciliane restano anche nel 2026 le più economiche d'Italia. Dietro questo dato,  però, si nasconde un fenomeno che va avanti da diversi anni: i prezzi dei servizi degli  stabilimenti balneari siciliani corrono molto di più rispetto alla media nazionale.  Palermo, 29 maggio 2026 - Nel 2026, infatti, in Sicilia i prezzi di ombrellone, sdraio, lettino, pedalò o sup e degli abbonamenti (giornaliero, mensile e stagionale) sono saliti del 4,3% rispetto a quelli del 2025. L'inflazione annua prevista per tutto il sistema Paese, nel 2026, è compresa tra il 2,4% e il 3%, quindi quella relativa ai soli servizi balneari siciliani è nettamente superiore. Ma non solo: anch...

SCUOLA: IL CARROZZA PENSIERO, LA DISTRUZIONE SCIENTIFICA DELLA SCUOLA PUBBLICA RISCHIA DI COMPLETARE IL LUNGO PERCORSO

La distruzione scientifica della scuola pubblica rischia di completare il lungo percorso. Il Ministro Carrozza non crede nell’oggettività dei voti espressi dai docenti meridionali e come rimedio propone il non voto e il non diploma. Il presidente Napolitano propone di liberare 20.000 delinquenti. I grillini propongono di abolire il reato di clandestinità. Visto che in Italia i livelli di criminalità hanno superato il limite fisiologico, tra poco qualche governante proporrà di depenalizzare il crimine
18/10/2013 - Col Ministro Carrozza la distruzione scientifica della scuola pubblica rischia di completare il lungo percorso, iniziato anni fa col Ministro D’Onofrio che sancì l’eliminazione degli esami di riparazione e l’obbligatorietà del successo scolastico.
Quindi il Ministro non crede nell’oggettività dei voti espressi dai docenti meridionali e come rimedio propone il non voto e il non diploma. Già il presidente Napolitano, di fronte alle pessime condizioni carcerarie, propone di liberare 20.000 delinquenti, tra i quali forse anche “Lui”. I grillini, visto che non si riesce ad applicare la legge sulla clandestinità propongono di abolire il reato di clandestinità. Visto che in Italia i livelli di criminalità hanno superato il limite fisiologico, tra poco qualche governante proporrà di depenalizzare il crimine. È proprio vero che il sonno della Ragione genera mostri.

Vorremmo spiegare al Ministro che la composizione della Commissione per gli Esami di Stato è squilibrata. Che l’esame deve essere reso serio e selettivo con quattro membri esterni, tra i quali due che correggano le prove scritte e un solo membro interno. Che la deriva permissiva produce disastri, che i sindacati non possono assumersi poteri legislativi presentando emendamenti al DL 104 e disegni di legge, che il voto di maturità deve essere rivalutato, che i diplomifici devono essere smantellati, che il corpo ispettivo deve essere ricostituito, che il personale deve essere valutato. Se il Ministro non ha la voglia di raggiungere risultati utili e positivi, la smetta di smantellare quello che di buono rimane e si dimetta.

Siamo convinti che oggi i problemi principali del nostro sistema di istruzione nazionale non risiedano nei soldi, ma nelle regole. Si sono tolte le motivazioni agli allievi per studiare. Dal 2007 al 2011, in quattro anni, i docenti in Italia sono diminuiti da 851.732 a 763.528, con una perdita di 88.204 posti di lavoro e lo stesso è avvenuto col personale ATA, con una popolazione studentesca pressoché invariata. Le scuole siciliane sono sporche. I provveditorati in mano ai sindacati. È certo più facile sostenere che bisogna abolire i voti e il valore legale del titolo di studio, che ridare prestigio all’istituzione e cacciare i fannulloni dalla scuola.

Evidentemente il Ministro non ha nessuna voglia di misurarsi col solito teatrino scolastico: Pantaleo della FLC CGIL comincia a scendere in piazza con gli studenti venerdì 11 ottobre (cioè invita gli studenti a marinare la scuola visto che loro non riescono a mobilitare i docenti). I COBAS chiamano alla mobilitazione come se la dittatura del proletariato fosse dietro l’angolo mentre i dati Ocse sono drammatici: l’Italia è uno degli ultimi paesi per investimenti in istruzione, con 700.000 ragazzi che evadono l’obbligo scolastico, mentre le università registrano 38.000 iscrizioni in meno. Il solo risultato che il numero chiuso delle facoltà ha conseguito è che i nostri studenti vanno a iscriversi in Albania, in Francia e in Gran Bretagna, portando fuori dal Paese valuta pregiata e intelligenza. Dimenticavo: ai docenti universitari rimane il business della preparazione ai test.

Roberto Tripodi
Presidente regionale ASASI ©

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