Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

TARES, TASSA ESORBITANTE E INSOPPORTABILE PER LA CITTADINANZA, L’ALLARME E’ DEL TAVOLO 'UNITI PER MESSINA'

Messina, 20 novembre ’13 – Una tassa, la Tares, che rappresenta la logica conclusione di una politica comunale della gestione dei rifiuti inefficace. Questo il giudizio espresso dal Tavolo “Uniti per Messina”, nell’incontro tenutosi oggi, dove si è discusso della tassa sulla gestione dei rifiuti, considerata inoltre “esorbitante e insopportabile per la cittadinanza, così come insopportabile è il tasso di evasione, fenomeno che va combattuto da subito”.
Sottolineata, dalle Organizzazioni aderenti, anche l’impreparazione del servizio comunale competente nei primi 10 giorni di applicazione del nuovo regolamento Tares. “Alla domanda perché nessuno avesse ritirato i rifiuti che erano stati intanto raccolti dalle attività – hanno evidenziato diversi operatori - è stato risposto che l’adesione delle attività economiche che hanno inviato il fax di adesione al servizio di raccolta della differenziata ’porta porta’ aveva uno scopo solo statistico al fine di comprendere quali e quante fossero le utenze interessate a tal servizio. Si sono, insomma, vanificati gli sforzi delle attività e calpestato il diritto ad ottenere la riduzione del tributo ottenute con il nuovo regolamento Tares”.

Il Tavolo Uniti per Messina ha istituito un gruppo di lavoro coordinato da Benny Bonaffini con il compito di approfondire gli elementi del sistema rifiuti del Comune che hanno generato il baratro economico e l’importo delle tariffe proposte dall’Amministrazione. La prima iniziativa del gruppo di lavoro sarà quella di chiedere una convocazione all’amministrazione Accorinti e alle competenti Commissioni consiliari del Comune. Quindi sarà fissato un giorno in cui le utenze domestiche e quelle non domestiche rappresentate dal Tavolo si presenteranno, insieme, alle isole ecologiche comunali per conferire i rifiuti da avviare al recupero, ricevendone apposita e idonea certificazione finalizzata all’ottenimento della riduzione tariffaria.

Ma la preoccupazione del Tavolo Uniti per Messina è anche per i troppi ormai Enti a gestione commissariale. “È – si sottolinea – la dimostrazione di una precisa volontà politica di ‘non decidere’ e di ingessare qualsiasi forma di programmazione e di gestione diretta del territorio”. Per le Organizzazioni che compongono il Tavolo Uniti per Messina “è fondamentale, ancor più in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, ove possibile, restituire alla normale operatività questi Enti. La funzione del Commissario – si evidenzia – dovrebbe essere semplicemente quella di traghettare in tempi rapidi l'Ente di sua competenza a una gestione ordinaria, salvo quelli per cui è necessario procedere senza ulteriori perdite di tempo, sgombrando il campo dalle sovrapposizioni e dai conflitti istituzionali, alla loro definitiva liquidazione”.

“L'ormai costante ripetersi di commissariamenti – denuncia il Tavolo Uniti per Messina - induce inoltre a pensare che vi sia una precisa volontà di gestione alternativa a quella che la norma vorrebbe. Questo si trasforma in danno per la Città, che rimane ingestita negli Enti che ne dovrebbero governare lo sviluppo e l'occupazione”.

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