1° Maggio: «Festa del Lavoro», la filastrocca di Mimmo Mòllica

1° Maggio Festa del lavoro. La «Filastrocca del Lavoro» di Mimmo Mòllica racconta in versi e strofe questa importante ricorrenza. E noi la proponiamo a grandi e piccini per celebrare la «Festa del Lavoro e dei Lavoratori».  «Filastrocca del lavoro» di Mimmo Mòllica   Caro babbo che cos’è il lavoro? dei bambini domandano in coro a un papà stanco e pure affannato, dal lavoro appena tornato. Ed il babbo risponde a fatica «serve a vivere, è una regola antica». Ed aggiunge: «… ed inoltre, sapete il lavoro è passione, è volontà e decoro». «E che cosa vuol dire decoro?», ribatterono subito loro. «È nell’opera di un falegname, è Van Gogh, è in un vaso di rame». «È Geppetto e il suo pezzo di legno, è Pinocchio, è Collodi e il suo ingegno, è donare qualcosa di noi senza credersi dei supereroi». «È costruire un gran bel grattacielo, è Gesù quando spiega il Vangelo, compiacersi di quello che fai, è dolersene se non ce l’hai!». Però un tipo iniziò a blaterare: «È pagare la gente per non lavorare, s

STUDENTI IN LOTTA A MESSINA: ASSALTO PACIFICO DI PALAZZO ZANCA, ACCORINTI SCENDE IN PIAZZA

Messina, 18/12/2013 – Era già stato annunciato, anche in maniera criptica e un po’ velata, che la prima giornata di mobilitazione che, fino a sabato, accompagnerà la città di Messina, avrebbe avuto dei caratteri innovativi. Seicento studenti stamani si sono dati appuntamento sul corso Cavour, con un indumento rosso, per colorare, in fila, i bordi della strada. Il tutto ha preso vita alle 10.00 di questa mattina sotto lo sguardo incredulo di molti passanti e automobilisti che, per la prima volta, si sentivano confusi.
Professionisti, lavoratori, ingegneri che si fermano per strada e iniziano a parlare con i ragazzi, con i giovani. Questo è lo spirito di AUT, questo è lo spirito di una nuova corrente di pensiero che sta unendo e mettendo assieme realtà di diverso tipo. Sono studenti provenienti da tutte le scuole e università. Sono studenti di quelli che ci credono, e sono destinati a diventare sempre di più. Tarantelle, tamburelli, friscaretti alla mano per trascorrere qualche ora assieme di allegria e scuotere l’attenzione dell’opinione pubblica. Una forma di protesta diversa, che va oltre le occupazioni. Hanno risposto con l’arte i ragazzi questa mattina, portando addosso il rosso di un martirio che li ha contraddistinti fino a questo momento, che gli nega il diritto allo studio. Carenza di aule, di strutture di qualsivoglia tipo. Sono i problemi del Caio Duilio a farsi sentire, dello Jaci e del Verona Trento, le tre strutture più carenti della città.

Ma in piazza ci sono tutti: c’è il Seguenza, il Basile, il Maurolico, il Majorana Marconi, il La Farina, qualcuno anche dell’Archimede e di tutte le altre scuole e università. A Mezzogiorno in punto i ragazzi si sono riversati in Piazza e al termine dell’AVE MARIA, tra il sacro e il profano, sotto lo sguardo incredulo dei pochi turisti che, probabilmente non sapevano neanche perché fossero li, i giovani hanno dato vita ad un flash mob di enormi proporzioni cimentandosi in danze scatenatissime tra salti, urla, gioia, sorrisi e assenso. Ed ecco che irrompe la SIAE, quell’ente che “cura gli interessi degli autori e degli editori” e che, invece, ormai, è diventata una loggia di potere incontrastato che, ai limiti del normale, vieta la libera espressione dell’arte, del pensiero e della musica se non dietro lauto pagamento. Alla richiesta di identificazione i giovani in piazza hanno così risposto: “Noi non diamo nessun documento. La nostra protesta è pacifica e libera. Qui non ci sono organizzatori: ciascuno è responsabile di se stesso e degli altri.

Se volete, dovete farci arrestare tutti”. E si è preannunciata in piazza, con enormi urla di assenso, la lotta che da gennaio proporrà un’alternativa alla SIAE stessa. Il povero ispettore, incredulo, ha abbandonato la piazza, senza battere ciglio. Almeno in 600 hanno preso parte al flash mob di piazza Duomo. Filmanti e foto hanno invaso il web e stanno facendo il giro di tutta l’Italia, anche grazie a facebook. Subito dopo i ragazzi hanno invaso pacificamente il Municipio di Messina, palazzo Zanca. Sono entrati ballando, in cerchio, in contro danza. Hanno alzato il medio e l’indice al cielo, in segno di pace, a tutti gli impiegati che, increduli, non avevano idea di ciò che stesse accadendo. Le urla hanno richiamato le attenzioni di tutti, tra cori e allegria, tanto che il sindaco Accorinti, impegnato in una seduta di giunta, ha abbandonato il tavolo per parlare con i ragazzi. Una voce si è levata: adesso è il momento della concretezza. Renato ha mostrato tutto il suo supporto e l’impegno di diventare uno dei garanti delle cause perorate dagli studenti Messinesi. AUT annuncia: questi quattro giorni sono un ascesi: se questo è l’inizio, e siamo solo al primo giorno, cosa succederà sabato? E intanto l’appuntamento è per domani. Sarà un giorno da Leoni, o coi Leoni… o dai Leoni. Questo sta a voi scoprirlo.



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